"Mio figlio massacrato di botte per un telefonino. Non posso perdonare"
Redazione Online
|4 anni fa

“Mio figlio è stato massacrato di botte, non auguro a nessuno di vedere un proprio caro in quelle condizioni. E’ in coma farmacologico e spero possa salvarsi” parla Lucia Picchioni, madre del 35enne trovato a terra privo di sensi nella notte fra lunedì e martedì in via Emilia Pavese a Sant’Antonio.
“Lo hanno massacrato per un telefono cellulare, ma io mi chiedo? E’ possibile fare una cosa del genere per rubare un cellulare? prosegue la donna. Io non credo che la fidanzata di uno di quei due giovani che ha aggredito mio figlio, se avesse visto come lo hanno ridotto avrebbe parlato n quel modo. Lei ha detto che il suo fidanzato è bravo e che è impossibile che abbia fatto una cosa del genere. Vorrei che potesse vedere mio figlio in terapia intensiva”.
Lucia Picchioni ha quindi aggiunto: “Non potrò mai perdonarli, spero che la giustizia faccia il suo corso fino in fondo”. Per l’aggressione di Sant’Antonio, la polizia ha fermato due giovani: un piacentino di origini marocchine di 23 anni e un diciottenne moldavo. Entrambi accusati di tentato omicidio sono stati portati alle Novate.
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