Ikea: riduzione di volumi e 120 lavoratori in meno. Forte preoccupazione dei sindacati

12 Novembre 2021

C’è molta preoccupazione tra i sindacati piacentini per la sorte di circa 120 lavoratori della cooperativa San Martino, attualmente impiegati presso uno dei due depositi Ikea di Piacenza (quello più piccolo, storicamente il primo avviato), che a causa di un “cambio di business” del colosso svedese a breve si troverebbero senza lavoro.

La riorganizzazione aziendale, che dovrebbe partire nei primi mesi del prossimo anno, prevederebbe una riduzione dei volumi di traffico merci del 40-60%, con conseguente ricollocazione di parte dei lavoratori nel secondo deposito (quello più grande ei due), e secondo i sindacati comporterebbe anche “demansionamenti di personale a tempo indeterminato, che  lavora in Ikea da decenni e ha acquisito esperienze professionali che così andrebbero perse”.

La preoccupazione dei sindacati – espressa unitariamente dai segretari generali provinciali di Piacenza di Filt Cgil, Massimo Tarenchi, Fit Cisl, Salvatore Buono, Uil Trasporti, Maria Stella Vannacci – non riguarda solo il rischio di perdita di lavoro per 120 persone, ma anche i rapporti tra l’azienda e i lavoratori: questi ultimi, infatti, hanno disdettato il contratto integrativo, “e questo è un campanello d’allarme. Si respira un malcontento generale, e i lavoratori, anche quelli storici, stanno iniziando a diffidare delle propria azienda”. Altro segnale di raffreddamento delle relazioni è l’abbandono, da parte di Ikea, della applicazione del codice etico che ha introdotto nel 2015. E poi c’è l’ombra della delocalizzazione, in seguito alla apertura, circa un anno e mezzo fa, di un nuovo deposito a Vercelli.

“I lavoratori non sono mobili che smonti e riassembli da un’altra parte – spiegano i sindacati con una evidente allusione al core business della multinazionale -; sono persone con dignità e famiglia”.

“Quello che chiediamo – concludono gli esponenti sindacali – è un incontro a tre, noi, Ikea, e la cooperativa San Martino, nel quale proporre e trovare soluzioni. L’azienda è sana, a Piacenza impegna circa 1.200 persone, e non ci spieghiamo come possa decidere per una riduzione di volumi.

Non siamo contrari alle riorganizzazioni del lavoro, ma le ricadute vanno discusse con il sindacato. Ci aspettiamo che Ikea non si sottragga alla sue responsabilità. Fino ad ora non siamo riusciti ad avere una interlocuzione efficace, ma dopo l’incontro che abbiamo avuto con la Prefettura, lunedì incontreremo l’azienda”.

NOTA IKEA – Nel primo pomeriggio è arrivata una nota di Ikea, che illustra la strategia aziendale dei prossimi mesi e conferma l’incontro di lunedì 15 novembre con le rappresentanze sindacali.

“Il centro logistico di Piacenza, secondo Distribution Centre di Ikea in Europa, rimane centrale e strategico nei processi di distribuzione dell’azienda in Italia e nei numerosi paesi del bacino Mediterraneo.

Nell’arco dei prossimi mesi, saranno introdotti alcuni cambiamenti nella gestione dei flussi, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza dei processi, semplificare il modo in cui lavoriamo con i fornitori e aprire la strada a una gestione più sostenibile e innovativa, trovando modi sempre nuovi di andare incontro alle esigenze dei nostri clienti.

Stiamo lavorando insieme ai nostri co-worker e partner, coinvolgendo ed informando le parti sociali, per raggiungere questi obiettivi e continueremo a condividere aggiornamenti costanti nel corso dell’implementazione dei processi.

A questo fine, IKEA ha proposto un incontro con le rappresentanze sindacali, che avrà luogo lunedì 15 novembre in continuità con quelli già precedentemente avviati”.

Per quanto riguarda i flussi, Ikea precisa che, a fronte di una diminuzione attesa nei prossimi mesi sui cosiddetti prodotti ad alta rotazione (High Flow), è atteso l’ingresso a Piacenza di nuovi volumi dei cosiddetti prodotti a bassa rotazione (Low Flow) con un ampliamento dei Paesi serviti dal polo. Il risultato sarà una differente distribuzione tra i due depositi.

 

 

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