I quattro ragazzi morti nel Trebbia forse persi nella nebbia. Lutto cittadino a Calendasco

11 Gennaio 2022

Foto di Massimo Bersani

I corpi di quattro giovani sono stati trovati senza vita dentro a una vettura finita nel fiume Trebbia, probabilmente nella notte, nella zona tra Malpaga e Puglia di Calendasco.
Si tratta di Domenico Di Canio, 21 anni di Borgonovo, William Pagani, 23 anni di Castel San Giovanni, Elisa Bricchi, 20 anni di Calendasco e Costantino Merli, 22 anni di Guardamiglio, in provincia di Lodi.

L’auto, una Golf grigia, era cappottata nelle acque, sul terreno a lato della carreggiata i segni del passaggio della vettura. A dare l’allarme è stato in tarda mattinata un uomo a passeggio con il cane, che ha notato l’auto nel fiume.
I genitori non avevano notizie da ieri sera e questa mattina si erano attivati per segnalarne la scomparsa, visto che non erano rientrati e non rispondevano ai cellulari.

Stando a quanto raccolto, i quattro giovani (tre piacentini della zona e un lodigiano di Guardamiglio) avevano preso parte ieri sera ad una festa di compleanno in un locale di San Nicolò. Al momento l’ipotesi più probabile, vista anche la fitta nebbia di ieri sera, è che non si siano accorti della riva finendo nelle acque del Trebbia.

Presenti sul luogo della disgrazia, che di giorno è molto frequentato da runner e podisti, anche alcuni genitori delle vittime e diversi amici, tutti increduli per l’accaduto.

Sul posto anche il Procuratore Capo Grazia Pradella e il sostituto procuratore Ornella Chicca, il questore Filippo Guglielmino, il comandante provinciale dei carabinieri Paolo Abrate per accertare la dinamica del drammatico incidente, il comandante della polizia locale della Val Trebbia Paolo Costa, oltre ai vigili del fuoco (compresi i sommozzatori), i mezzi del 118 e il sindaco di Calendasco, Filippo Zangrandi.
“E’ una tragedia enorme – ha commentato il primo cittadino – che ci lascia profondamente sconvolti. Non ci sono parole. Possiamo solo rivolgere un abbraccio ai famigliari. Proclameremo il lutto cittadino nel giorno dei funerali”.

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