“Abbattere i cormorani in eccesso nel Piacentino? Intervento inutile”

16 Febbraio 2022

Foto di Stefano Soavi

Dopo la richiesta delle guardie ittico-ambientali di Arcipesca Fisa di ridurre la presenza dei cormorani nel nostro territorio, l’agrotecnico Stefano Soavi replica che “abbattere gli esemplari in eccesso rappresenterebbe un intervento inutile all’ecosistema”. A detta dell’associazione, come riportato ieri su Liberta.it e Telelibertà, i cormorani divorano grosse quantità di pesci a scapito dell’attività dei pescatori e delle riserve comunali di trote.

L’esperto, però, ribatte: “Anzitutto, non si tratta di una specie alloctona, cioè non originaria della nostra area geografica, ma anzi di volatili autoctoni che vivono in Europa da sempre. Certo, nel Piacentino – prosegue – i cormorani sono pochi nella fase della nidificazione, ma molto diffusi nel periodo di svernamento. La fauna ittica locale non gode di buona salute, ma la causa va ricercata nell’immissione sregolata di pesci non originari del territorio. Pensare di ridurre i cormorani potrebbe avere un senso dal punto di vista economico, perché il comparto della pesca sportiva genera un indotto. Tuttavia, sotto il profilo naturalistico, l’abbattimento non porterebbe alcun vantaggio ambientale nell’equilibrio dinamico dell’ecosistema”.

Secondo Arcipesca Fisa, gli esemplari in città e provincia sarebbero circa duemila. “Occorre però un censimento approfondito da parte delle istituzioni, in primis Provincia e Regione – dice il fotografo naturalista Luigi Ziotti – a livello locale, l’Oasi del Pinedo è il dormitorio più grosso”. C’è dunque un’invasione di cormorani? “Sì, ma solo nella stagione fredda. E gli unici problemi – puntualizza Ziotto – li causano ai pescatori che si vedono sottrarre i pesci”.

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