Da Piacenza aiuti umanitari a Borodyanka, città distrutta dai missili russi
Redazione Online
|3 anni fa

Anpas continua a portare avanti iniziative a sostegno del popolo ucraino sia nei luoghi coinvolti dal conflitto scoppiato tre mesi fa, sia nella nostra provincia attraverso l’accoglienza dei profughi in sinergia con enti e associazioni locali.
Nei giorni scorsi è arrivato un carico di beni alimentari e di aiuti umanitari a Borodyanka, cittadina – a neanche sessanta chilometri dalla capitale Kiev – distrutta e devastata dai bombardamenti russi, dove sarebbero più di 200 i dispersi e dove la popolazione presente soffre la fame e la sete.
Il carico è partito dal centro di raccolta di piazza Cittadella: pacchi di pasta e di vari alimenti a lunga scadenza sono stati trasporti fino al centro abitato, dove un gruppo di volontari in continuo contatto con i rappresentanti della comunità ucraina piacentina hanno scaricato la merce e distribuita agli abitanti.
“Grazie per quello che fate e per l’aiuto costante che ci state offrendo – il messaggio dei volontari di Borodyanka – la città è ridotta in macerie e gli abitanti rimasti non hanno più nulla”. Come segno di gratitudine i volontari hanno sventolato la bandiera di Anpas che – in accordo con la comunità ucraina – gestisce il centro di piazza Cittadella.
“Purtroppo l’emergenza che stiamo affrontando dura da tempo e probabilmente continua urrà ancora a lungo – spiega il coordinatore provinciale di Anpas Paolo Rebecchi – attraverso l’impegno dei nostri volontari sosteniamo il popolo ucraino sia in loco, sia nei campi di accoglienza allestiti da Samaritan International”.
In particolare Anpas sta supportando a livello economico e attraverso l’invio di mezzi e uomini il campo di transito di Vojany, in Slovacchia, dove vengono accolte persone fragili, anziani e disabili in fuga dalla guerra. Per questo è importante continuare a sostenere la raccolta fondi promossa da Editoriale Libertà e Anpas. “Molto probabilmente – spiega Rebecchi – i fondi verranno utilizzati proprio per integrare le strutture a disposizione di volontari e profughi oltre che a riuscire a portare avanti nel tempo le iniziative rivolte a chi scappa dai drammi della guerra”.

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