Coperte, bottiglie e materassi: ecco le case-tugurio in via Colombo
Redazione Online
|3 anni fa

Una stanza con in terra un materasso, un po’ dappertutto avanzi di cibo, bottiglie vuote, scarpe, giacconi e indumenti appesi a sedie e stipiti di porte che non ci sono più. Il resto dell’arredamento è fatto di scatole e casse dove poggiano fornellini elettrici e ogni genere di oggetti. Colpiscono lo sguardo i cumuli di rifiuti in più punti, segno che nel tempo di gente da queste parti ne è passata.
Imboccata via Colombo, sulla sinistra si trova via Marcolini, strada cieca che porta verso la ferrovia. In fondo c’è uno spiazzo utilizzato come parcheggio da chi risiede e lavora in zona. Una recinzione in ferro delimita l’ampio cortile sulla destra, primo lembo del maxi-comparto del consorzio agrario Terrepadane, 115mila metri quadrati che si spingono fino a via Pennazzi. In attesa della riqualificazione, di fatto, si tratta di un rifugio di emarginati e senzatetto, perlopiù stranieri. “Qui in questo periodo siamo in sette o otto a viverci, prima eravamo nell’ex mercato ortofrutticolo che è stato demolito“, spiega uno di loro.
Tra i cittadini della zona c’è chi ha fatto risuonare un campanello di allarme, con un esposto in questura e la richiesta di appuntamento con il sindaco – così viene riferito da alcuni residenti.
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