“Piscine chiuse e tennis a riscaldamento ridotto”: le ipotesi anti-rincari

10 Ottobre 2022

Superare il caro bollette senza l’aumento degli abbonamenti. È la partita più difficile per le società sportive. Ecco perché “fare squadra” è fondamentale. Obiettivo raggiunto stasera dai circoli di Borgotrebbia, Nino Bixio e Vittorino da Feltre, circa tremila iscritti in totale, che hanno riunito un’ampia platea di soci nel salone di Piacenza Expo a Le Mose, con una sinergia a tratti inedita. Certo, le prospettive per affrontare i rincari non sono rassicuranti: i presidenti Lorenzo Marchi, Paolo Molinari e Gianluigi Tedesco ipotizzano la “chiusura delle piscine coperte” e la “riduzione del riscaldamento nei campi da tennis e padel” nella stagione invernale. Non si tratta ancora di decisioni definitive: un ulteriore passaggio tecnico è necessario nelle assemblee delle tre società sportive.

La priorità è “limitare i consumi”, in attesa di “misure risolutive” o “un tetto al prezzo del gas” da parte del governo nazionale. I presidenti sottolineano che “non si vuole chiudere”, ma intanto come si esce da questa situazione? La parola ai tennisti e ai nuotatori presenti in sala. “Propongo di realizzare spazi comuni per lo sport, condivisi dalle società”, interviene un piacentino. “Le strutture devono investire sui pannelli fotovoltaici”, dice qualcuno. Un partecipante si guadagna l’applauso della platea quando invita a “valutare l’unica alternativa reale per salvare i bilanci, ovvero una sorta di lockdown con la chiusura degli impianti per alcune settimane”.

Il tavolo di confronto è stato possibile grazie al supporto del Coni e del Comune di Piacenza, oltre alla collaborazione con l’ente fiera. “Unire le forze in questa fase complicata – rimarca Robert Gionelli, referente provinciale del Coni – dimostra una forte concretezza. Anche le materie prime registrano un incremento, ad esempio il trattamento antialghe e il cloro per la gestione delle piscine. Nelle società canottieri di Cremona si è già provveduto a posticipare l’orario di apertura degli impianti e a chiudere il 25 per cento dei campi da tennis”.

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