Si licenzia e paga 11mila euro per partecipare al reality show. Era una truffa

26 Ottobre 2022

Contattato sui social, invitato a partecipare a un famoso reality show televisivo per il quale era necessario pagare una quota di 11.000 euro. Purtroppo per un ragazzo piacentino quello che poteva sembrare la realizzazione di un sogno si è trasformato in un incubo. A seguito di un’approfondita attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Piacenza e condotta dalla Squadra mobile della Questura sono stati individuati e assicurati alla giustizia due cittadini italiani residenti in un altra regione accusati del reato di truffa in concorso.

All’inizio del 2021 la vittima fu contattata tramite social network da un sedicente p.r., con il quale iniziava una fitta corrispondenza online. Dopo essere entrato in confidenza con la vittima, il primo truffatore l’avrebbe messo in contatto con il secondo malintenzionato, asseritamente promoter di un noto reality show televisivo, con “agganci” anche nel mondo della moda.

Nel corso di un anno i due complici attraverso continui contatti hanno convinto il ragazzo, anche attraverso la firma di un realistico contratto con l’emittente televisiva, a versarli circa 11.000 euro per garantirsi la partecipazione al reality show ed eventualmente anche la vittoria finale. Il ragazzo, in vista della ormai prossima partecipazione alla trasmissione, ha inoltre deciso di licenziarsi dal posto di lavoro per versare la quota di Tfr ai truffatori.

Dopo continui rinvii della partecipazione alla trasmissione, seguiti sempre da ulteriori richieste di denaro, la vittima si è resa conto dell’articolata truffa che stava venendo perpetrata a suo danno e ha quindi deciso di sporgere denuncia. A seguito degli accertamenti svolti dalla Squadra mobile di Piacenza, anche tramite analisi della documentazione bancaria dei truffatori, è stato possibile identificarli e dare esecuzione ai decreti di perquisizione personale e domiciliare a carico degli indagati, delegate dall’Autorità giudiziaria ed eseguite dalla Squadra mobile di Foggia.

Dalle perquisizioni e dalla successiva analisi dei supporti informatici sequestrati, sarebbero emersi ulteriori e numerosi riscontri circa l’articolata truffa compiuta, nonché la preparazione di ulteriori tentativi di ingannare anche altre persone. All’esito delle indagini, durate diversi mesi per la necessità di riscostruire l’articolato stratagemma, a carico dei due indagati è stato emesso il provvedimento di chiusura delle indagini preliminari per il reato di truffa in concorso.

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