La Ue: “Pannelli fotovoltaici obbligatori per tutti i nuovi edifici entro il 2029”

19 Maggio 2022

“Proponiamo di rendere obbligatori i pannelli solari per gli edifici commerciali e pubblici entro il 2025 e per i nuovi edifici residenziali entro il 2029. Questo è un piano ambizioso ma realistico”. Lo ha annunciato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, presentando il piano RePowerEu: “Mobilitiamo quasi 300 miliardi di euro. Dobbiamo ridurre la nostra dipendenza energetica dalla Russia il più rapidamente possibile. Lo possiamo fare”.
L’Unione europea si gioca le sue energie rinnovabili per tagliare i ponti con la Russia al più presto, spingendo l’acceleratore per portarle dall’obiettivo del 40% nel mix energetico entro il 2030 al 45%.
E la prima rivoluzione parte dal sole, con l’indicazione di rendere obbligatori i pannelli solari per tutti gli edifici commerciali e pubblici entro il 2025 e per gli edifici residenziali nuovi entro il 2029. Un progetto, ha scandito Ursula von der Leyen, “ambizioso, ma anche realistico”.
E che potrà essere sostenuto dai prestiti del Pnrr, da nuove sovvenzioni e dal trasferimento di fondi comuni da Pac e coesione.
Il maxi-piano RePowerEu parte dalla considerazione “più ovvia” per la presidente della Commissione Ue: “Risparmiare energia è il modo più veloce ed economico per affrontare la crisi”. Da qui la proposta di innalzare l’obiettivo dell’efficienza energetica dell’Unione, sempre entro il 2030, dal 9 al 13%.
E di tagliare in modo drastico i tempi per l’autorizzazione dei nuovi impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.
Nel dettaglio, i progetti per le rinnovabili dovrebbero diventare di “prevalente interesse pubblico” per legge, con Bruxelles che chiede agli Stati membri di dare nuova prova di unità e lavorare insieme alla rilevazione delle aree più idonee a nuove installazioni. Le procedure di “permitting”, spesso fatte di lungaggini e ritardi, sarebbero così accelerate: per gli impianti eolici o solari nuovi si parla di un anno al massimo, per la rigenerazione di progetti già esistenti i tempi si abbassano a sei mesi. Il tutto grazie a un lavoro di autorizzazione con relativa valutazione di impatto ambientale che verrebbe condotto non dal singolo sviluppatore ma a livello macro per l’intera area.
Una spinta fondamentale per l’Italia, dove per l’ok a procedere servono spesso ancora tempi biblici, ma anche per Germania, Olanda, Belgio e Danimarca che hanno appena siglato un’alleanza per fare del Mare del Nord il più grande centro di energia sostenibile d’Europa, quadruplicando la capacità eolica offshore totale entro il 2030.
Accanto al sole e al vento c’è anche l’idrogeno verde. Il nuovo obiettivo Ue, a cui destinare 200 milioni di euro, è fissato in 10 milioni di tonnellate di produzione e altrettante di importazioni entro il 2030 per sostituire gas naturale, carbone e petrolio nelle industrie e nei settori dei trasporti più difficili da decarbonizzare.
E poi, ancora, una nuova alleanza industriale per il biometano. Nel segno dell’efficienza. E del risparmio a cui, è l’appello del vicepresidente Frans Timmermans, tutti possono contribuire quest’estate abbassando almeno un po’ la temperatura dell’aria condizionata.

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