Caldo record e scioglimento dei ghiacci artici indeboliranno la Russia

24 Giugno 2022

L’eccezionale ondata di caldo di queste settimane ha portato il termometro alle stelle anche al Polo Nord. “Abbiamo registrato 15,4°C a Longyearbyen, 78° N Svalbard, a metà maggio. Temperature raramente toccate a luglio in quella zona remota. Ciò a cui stiamo assistendo in questi giorni nelle nostre zone si verifica in modo amplificato in Artico”.
A riferirlo è Andrea Merlone, meteorologo e climatologo dell’Inrim (Istituto nazionale di ricerca metrologica) di Torino e associato all’Istituto di Scienze Polari del Cnr (Isp-Cnr), al ritorno da una missione di un mese in area polare.
Le conseguenze sull’ambiente saranno pesanti. Ma ci sono altri aspetti che fino a qualche tempo fa non venivano neppure considerati.
Entro il 2065, ad esempio, lo scioglimento dei ghiacci dell’Artico lascerà probabilmente il posto a nuove rotte commerciali per il trasporto marittimo, con due conseguenze molto importanti: diminuirà l’inquinamento, poiché le navi potranno sfruttare maggiormente le rotte più brevi che passano vicino al Polo Nord invece di quelle più lunghe che attraversano i canali di Suez e Panama; si indebolirà, poi, il controllo della Russia sul trasporto che avviene vicino alle proprie coste, in base a quanto sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos).
La previsione è il risultato dello studio guidato dalla statunitense Brown University e pubblicato sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas).
La Unclos conferisce agli Stati costieri artici una maggiore autorità sul commercio marittimo: l’articolo 234 stabilisce che i Paesi le cui coste sono vicine alle rotte marittime artiche hanno il potere di regolare il traffico di tali rotte, purché l’area rimanga coperta dai ghiacci per la maggior parte dell’anno. La Russia ha sfruttato questo potere, imponendo a tutte le navi che transitano dal Mare del Nord una pesante regolamentazione: uno dei motivi per cui le principali compagnie di navigazione spesso preferiscono utilizzare i canali di Suez e Panama, le cui rotte commerciali sono più lunghe, ma molto più facili ed economiche.
Il progressivo scioglimento dei ghiacci porterà quindi a un indebolimento del controllo esercitato dai russi. In primo luogo, se l’area non sarà più coperta dal ghiaccio per la maggior parte dell’anno, la Russia non potrà più invocare l’articolo 234.
In secondo luogo, la scomparsa di ampie zone ghiacciate potrebbe aprire anche nuove rotte in acque internazionali, fuori dall’influenza russa.
Inoltre, le rotte artiche permettono una riduzione dei viaggi che va dai 14 ai 20 giorni di navigazione in meno: questo vuol dire che le compagnie potrebbero ridurre le loro emissioni di gas serra di circa il 24%, risparmiando anche tempo e denaro.

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