Meno acqua e il coperchio: anche un semplice piatto di pasta può aiutare l’ambiente

27 Giugno 2022

 

Se tutti gli italiani seguissero tre semplici accorgimenti ogni volta che cucinano la pasta si risparmierebbero ben 350milioni di chilowattora, sufficienti ad illuminare gli stadi di calcio per tutte le prossime 24 stagioni di Serie A, Premier League, Liga spagnola e Bundesliga.
È quanto merge da uno studio promosso da Unione Italiana Food (Uif), che ha calcolato l’impatto ambientale della cottura della pasta analizzando consumi di energia, emissioni di Co2 e utilizzo di acqua.
Chi porta a bollore l’acqua della pasta e si ricorda di mettere il coperchio sulla pentola potrà risparmiare energia sufficiente a ricaricare il proprio smartphone per 2-3 volte. Che diventano cinque e più se la pasta viene cotta con la quantità di acqua “giusta”, proporzionata.
Utile al fine del risparmio energetico anche spegnere il fuoco prima del tempo e scodellare dopo la cottura passiva. “Con un impatto ecologico dal campo alla tavola minimo rispetto ad altri alimenti, la pasta – commenta Riccardo Felicetti, presidente del Pastai Italiani – è già oltre CoP-26, ma nei prossimi 5 anni possiamo migliorare ulteriormente il nostro impatto sull’ambiente arrivando quasi a dimezzarlo perché dalla fase di cottura della pasta a casa dipende il 38% del totale della sua impronta carbonica”.
Tuttavia, secondo l’analisi, gli Italiani in cucina risultano virtuosi a metà: 3 su 4 usano ancora troppa acqua, la cottura passiva è ancora distante dalla quotidianità (9 su 10 tengono il fuoco acceso fino a cottura completata).
In compenso l’87% utilizza sempre il coperchio per far bollire l’acqua più rapidamente, secondo i dati Piepoli/Uif.
La ricerca ha calcolato l’energia necessaria per cuocere 200 grammi di pasta in modo convenzionale (a pentola scoperta e con la proporzione di 1 litro d’acqua ogni 100 grammi di pasta) e quanto potremmo risparmiare, in energia, emissioni e acqua, con tre semplici accorgimenti alla portata di tutti.
1) Usare il coperchio durante la fase di ebollizione: Non solo acceleri i tempi, ma risparmi fino al 6% di energia ed emissioni di Co2e (Co2 equivalente).
2) Cuocere la pasta con 700 ml di acqua invece del classico litro per 100 grammi. Oltre a risparmiare il 30% di acqua, e non è poco, taglieresti il 13% di energia ed emissioni di Co2e. E la pasta resta buona.
3) Provare la cottura passiva: dopo i primi 2 minuti di cottura tradizionale, la pasta cuoce in modo indiretto, a fuoco spento e con coperchio per non disperdere calore.
Con questo metodo il risparmio di energia e emissioni di Co2e arriva fino al 47%. Con un consumo medio di 23.5 kg pro-capite di pasta, ogni italiano arriverebbe a risparmiare in un anno fino a 44,6 chilowattora, 13,2 chili di Co2e e 69 litri di acqua.
Se lo facessimo tutti, i risultati diventerebbero davvero importanti: risparmieremmo tra i 356 milioni e i 2,6 miliardi di chilowattora in un anno (pari a un secolo e mezzo di calcio in notturna in Europa, coppe comprese) e acqua sufficiente a riempire 1.640 piscine olimpioniche e fino a 776 chilotonnellate di Co2e, le emissioni di un’auto per 21 viaggi andata-ritorno tra la Terra e il sole.

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