Il caldo fa schizzare i consumi di elettricità in Italia. Il 35% arriva dalle rinnovabili

26 Luglio 2022

Nonostante il caro-bolletta, crescono i consumi elettrici degli italiani.
Nel mese di giugno, secondo i dati di Terna (la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale), l’Italia ha consumato complessivamente 27,9 miliardi di kWh di energia elettrica, un valore in crescita del 2,7% rispetto allo stesso mese del 2021.
Nel semestre la richiesta di energia elettrica in Italia è in aumento sempre del 2,7% rispetto al corrispondente periodo del 2021 (+2,2% il valore rettificato).
Nel dettaglio, giugno ha avuto lo stesso numero di giorni lavorativi (21) e una temperatura media mensile superiore di circa 1,5°C rispetto allo stesso mese del 2021.
Il dato della domanda elettrica, destagionalizzato e corretto dall’effetto temperatura, risulta pertanto in crescita dello 0,6%.
A livello territoriale, la variazione tendenziale di giugno 2022 è risultata ovunque positiva: +0,3% al Nord, +4,4% al Centro e +6,7% al Sud e nelle isole. In termini congiunturali, il valore della richiesta elettrica di giugno, destagionalizzato e corretto dall’effetto temperatura, è sostanzialmente in linea con quello di maggio (-0,4%).
Nel 2022, la domanda di energia elettrica italiana è stata soddisfatta per l’86% con la produzione nazionale e per la quota restante (14%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero.
La produzione nazionale netta è risultata pari a 24,2 miliardi di kWh (+1,4%).
Le rinnovabili hanno coperto il 35% della domanda elettrica nazionale. In crescita le produzioni da fonte eolica (+32,2%), termoelettrica (+14,1%) e fotovoltaica (+7,7%).
In particolare, la crescita del fotovoltaico, che ha raggiunto valori di produzione da record per il mese di giugno, è da imputare principalmente all’entrata in esercizio di circa 1.500 MW di nuovi impianti negli ultimi 12 mesi.
In flessione, invece, la produzione da fonte geotermica (-5,9%) e idrica (-37,4%), con quest’ultima che ha registrato una diminuzione di circa due TWh.
Si evidenzia, inoltre, che al Nord Italia il livello degli invasi registra valori prossimi ai minimi storici (31%).
Per quanto riguarda, infine, il saldo import-export, la variazione è pari a +10,1%, con una crescita dell’import (+7,7%) e una diminuzione dell’export (-29,8%).
L’indice Imcei elaborato da Terna, che prende in esame i consumi industriali delle imprese cosiddette energivore, registra una flessione del 5,4% rispetto a giugno del 2021. Con dati destagionalizzati e corretti dall’effetto di calendario, l’indice mostra una flessione del 2,3% rispetto al mese precedente (maggio 2022). Positiva la variazione solo del comparto della chimica.

[email protected]

© Copyright 2022 Editoriale Libertà