Jack, il 19enne ambientalista che denuncia quanto inquinano i vip e i loro jet

27 Luglio 2022

Ha 19 anni, vive in Florida ed ha una spiccata sensibilità ambientale.
Si chiama Jack Sweeney e nemmeno un anno fa (era l’ottobre 2021) ha aperto un profilo Twitter chiamato “Celebrity Jets”, seguito al momento da oltre 70mila utenti, nel quale monitora, con tanto di mappa, tutti gli spostamenti che le varie celebrità americane effettuano sul proprio aereo privato. Non solo: riporta l’inquinamento prodotto dai jet.
In pratica il giovane studente americano utilizza i dati dei transponder degli aerei (informazioni pubbliche) per rintracciare i voli delle star e informare gli utenti sulla Co2 prodotta in questi spostamenti anche brevi.
L’ultima notizia che aveva suscitato clamore, era quella che riguardava Kylie Jenner, modella e imprenditrice americana del noto clan-Kardashian. La star alla fine della settimana scorsa era infatti finita nell’occhio del ciclone per aver preso il proprio jet privato per compiere un viaggio, da Los Angeles a Camarillo, in California, della durata di appena 17 minuti. Viaggio che sarebbe durato poco di più se l’avesse compiuto in auto, ma che avrebbe inquinato molto meno. Molti utenti sui social infatti l’hanno aspramente criticata e l’hanno definita “criminale climatica”.
Jenner è una delle star monitorate da Sweeney. Ad esempio, il giovane studente americano, informa che la modella (o chi per lei, visto per motivi di privacy non si sa chi ci sia di preciso a bordo dell’aereo di Kylie Jenner) il 12 giugno scorso per un breve spostamento ha utilizzato 316 chili di carburante, pari a 704 dollari, ed ha emesso una tonnellata di Co2.
Tra i vip sotto la lente di Jack Sweeney c’è anche la superstar Tom Cruise: il 22 giugno scorso con il suo jet privato Challanger 300 in un volo ha consumato 2.807 libbre (1.273 kg) di carburante per un costo di 2.890 dollari, producendo 4 tonnellate di Co2. E così via con gli aerei del regista Steven Spielberg, dell’attore Mark Wahlberg, del cantante Blake Shelton, di Kim Kardashian, del rapper Travis Scott o della cantante Taylor Swift.
L’OFFERTA INDECENTE DI ELON MUSK
Un discorso a parte merita Elon Musk, numero uno di Tesla (colosso delle auto elettriche e quindi non inquinanti). Il magnate recentemente ha utilizzato il suo jet privato tra Houston e Austin in Texas per un volo di soli 28 minuti. A lui Sweeney ha addirittura dedicato un account speciale. Musk, evidentemente indispettito, gli avrebbe offerto 5.000 dollari per smettere di tracciare i suoi voli. “Che ne dici di 5.000 dollari per questo account e in generale per rendere più difficile ai pazzi rintracciarmi?”, chiese Musk. Sweeney gli rispose: “Sembra fattibile, account e tutto il mio aiuto. Qualche possibilità di portare l’offerta a 50.000 dollari?”. Sweeney aveva detto al miliardario che quei soldi potevano essere destinati all’acquisto di una Tesla Model 3 per il suo college in Florida. “Ho lavorato molto su questo progetto e 5.000 dollari non sono sufficienti”, aveva spiegato Sweeney in un’intervista, aggiungendo che quella cifra non era sufficiente per sostituire “il divertimento che ho provato lavorandoci sopra”. Musk alla fine avrebbe giudicato ingiusto pagare per chiudere un profilo e avrebbe quindi lasciato perdere.
Ma Musk non è l’unico big sotto la lente di “Celebrity Jets”.
Un altro pezzo grosso con cui è aperta una “sfida” è il papà di Facebook, Mark Zuckerberg. Come riferisce Bloomberg, Sweeney a febbraio avrebbe visto per la prima volta le immagini del codice di registrazione dell’aereo di Zuckerberg sulla coda di quello che crede essere il jet del miliardario, atterrato in Islanda. Il 19enne ha quindi esaminato il movimento precedente dell’aereo e ha scoperto che aveva effettuato diversi viaggi alle Hawaii, dove Zuckerberg possiede un complesso di 700 acri. Sweeney si è detto fiducioso riguardo la proprietà del jet all’inizio di maggio, quando ha notato che è atterrato in Italia nello stesso momento in cui il miliardario ha pubblicato su Instagram una storia in cui dichiarava di aver visitato Milano per incontrare i big dell’industria della moda.
JET PRIVATI SOTTO ACCUSA
Un report dell’Ong Transport&Environment (T&E) diffuso lo scorso anno ha parlato di una notevole crescita del settore dei trasporti aerei privati e ha stimato un aumento delle emissioni di Co2 di quasi un terzo (+31%) tra il 2005 e il 2019; una crescita più marcata persino rispetto a quella dell’aviazione commerciale (+25% nello stesso periodo di tempo). “Volare su un jet privato è probabilmente la cosa peggiore da fare per l’ambiente. Eppure, i grandi inquinatori ultra-ricchi continuano a volare come se la crisi climatica non esistesse”, aveva spiegato nel report Andrew Murphy, responsabile Aviazione di T&E.

[email protected]

© Copyright 2022 Editoriale Libertà