Soldatini, carte e strategia: la storia si gioca con Command & Colors
Tra i numerosi sottogeneri del vasto mondo dei giochi da tavolo, quello dei wargame suscita sia fascino che timore
Carlo Chericoni
|6 mesi fa

Ancients
Tra i numerosi sottogeneri del vasto mondo dei giochi da tavolo, ce n’è uno che riesce a suscitare allo stesso tempo fascino e timore: quello dei wargame.
Da una parte, le mappe estese suddivise in esagoni, le miriadi di pedine in cartone dai simboli spesso criptici e i regolamenti complessi sono elementi sufficienti a scoraggiare persino i board gamer più esperti.
Dall’altra, l’opportunità di rivivere grandi battaglie, siano esse eventi storici o epici scontri tratti da celebri saghe cinematografiche o televisive, esercita un’attrazione irresistibile.
Tra gli anni ‘80 e ‘90, molti grandi editori di wargame tentarono la strada della semplificazione, ma, fatta eccezione per titoli come Axis & Allies, pochi esperimenti riuscirono davvero a lasciare il segno: le meccaniche restavano complesse e l’aspetto visivo poco accattivante.
Da una parte, le mappe estese suddivise in esagoni, le miriadi di pedine in cartone dai simboli spesso criptici e i regolamenti complessi sono elementi sufficienti a scoraggiare persino i board gamer più esperti.
Dall’altra, l’opportunità di rivivere grandi battaglie, siano esse eventi storici o epici scontri tratti da celebri saghe cinematografiche o televisive, esercita un’attrazione irresistibile.
Tra gli anni ‘80 e ‘90, molti grandi editori di wargame tentarono la strada della semplificazione, ma, fatta eccezione per titoli come Axis & Allies, pochi esperimenti riuscirono davvero a lasciare il segno: le meccaniche restavano complesse e l’aspetto visivo poco accattivante.

A raccogliere quella sfida fu anche Richard Borg, talentuoso game designer che, fin dagli esordi, dimostrò di avere le idee chiare su come conquistare il grande pubblico. Il suo primo gioco pubblicato, Doubter’s Dice, un adattamento del celebre Perudo, era un party game leggero e brillante, fondato su bluff e intuito: il tipo di titolo perfetto per una serata spensierata tra amici.
Tuttavia, la vera passione di Borg erano i conflitti storici e il potenziale narrativo che potevano sprigionare quando ricreati attorno a un tavolo. Proprio per questo decise di concentrare i suoi sforzi sulla creazione di un sistema capace di rendere i wargame più accessibili, senza però sacrificare la suspense, la profondità strategica e il respiro storico. Il suo obiettivo era chiaro: offrire un’esperienza coinvolgente, in grado di appassionare sia i veterani che i neofiti del genere.
Sviluppò quindi una meccanica innovativa basata su una mappa divisa in tre settori (centro, ala destra e ala sinistra), in cui i giocatori utilizzano carte per attivare le proprie unità, mentre i combattimenti si risolvono in modo immediato e drammatico tramite dadi con simboli speciali. Pochi elementi e poche regole, sufficienti però a evocare l’incertezza del campo di battaglia e a valorizzarne il sapore storico.
Tuttavia, la vera passione di Borg erano i conflitti storici e il potenziale narrativo che potevano sprigionare quando ricreati attorno a un tavolo. Proprio per questo decise di concentrare i suoi sforzi sulla creazione di un sistema capace di rendere i wargame più accessibili, senza però sacrificare la suspense, la profondità strategica e il respiro storico. Il suo obiettivo era chiaro: offrire un’esperienza coinvolgente, in grado di appassionare sia i veterani che i neofiti del genere.
Sviluppò quindi una meccanica innovativa basata su una mappa divisa in tre settori (centro, ala destra e ala sinistra), in cui i giocatori utilizzano carte per attivare le proprie unità, mentre i combattimenti si risolvono in modo immediato e drammatico tramite dadi con simboli speciali. Pochi elementi e poche regole, sufficienti però a evocare l’incertezza del campo di battaglia e a valorizzarne il sapore storico.

Tutti questi elementi presero forma nel 2000 con il lancio di Battle Cry, ambientato durante la Guerra Civile Americana. Il gioco venne pubblicato da Avalon Hill, che ebbe anche l’intuizione vincente di sostituire le classiche pedine di cartone con miniature in plastica così da evocare le battaglie tra soldatini dell’infanzia e attrarre un pubblico trasversale.
Sull’onda del primo successo, Borg decise di estendere il suo sistema di gioco, denominato Command & Colors, ad altri contesti storici. Nacque così Memoir ‘44, ambientato durante lo sbarco in Normandia, che si rivelò un grande successo commerciale. Il gioco conquistò un pubblico ampio, tanto da dare origine a numerose espansioni dedicate ad altri teatri bellici, dal Mediterraneo al Fronte Orientale, introducendo al contempo nuove unità e regole speciali.
Nel 2006 arrivò poi C&C Ancients, un capitolo della serie leggermente più complesso che ricostruisce i conflitti dall’alba della storia militare, attorno al 3000 a.C., fino alle soglie del Medioevo. Lo stesso anno esce anche BattleLore che invece dava vita a epiche battaglie tra eserciti fantasy, mentre nel 2010 è la volta di Commands & Colors: Napoleonics.
Le successive incarnazioni di questo sistema di gioco daranno vita anche alle Prima Guerra Mondiale con The Great War (2015), alle battaglie del Giappone feudale con Samurai Battles e combattimenti spaziali con Red Alert.
Ancora oggi i titoli della serie Command & Colors restano una delle migliori porte d’accesso al mondo dei wargame, un sistema affascinante capace di coinvolgere generazioni diverse in sfide emozionanti che, oltre a divertire, riescono persino a trasmettere un pizzico di storia.
Sull’onda del primo successo, Borg decise di estendere il suo sistema di gioco, denominato Command & Colors, ad altri contesti storici. Nacque così Memoir ‘44, ambientato durante lo sbarco in Normandia, che si rivelò un grande successo commerciale. Il gioco conquistò un pubblico ampio, tanto da dare origine a numerose espansioni dedicate ad altri teatri bellici, dal Mediterraneo al Fronte Orientale, introducendo al contempo nuove unità e regole speciali.
Nel 2006 arrivò poi C&C Ancients, un capitolo della serie leggermente più complesso che ricostruisce i conflitti dall’alba della storia militare, attorno al 3000 a.C., fino alle soglie del Medioevo. Lo stesso anno esce anche BattleLore che invece dava vita a epiche battaglie tra eserciti fantasy, mentre nel 2010 è la volta di Commands & Colors: Napoleonics.
Le successive incarnazioni di questo sistema di gioco daranno vita anche alle Prima Guerra Mondiale con The Great War (2015), alle battaglie del Giappone feudale con Samurai Battles e combattimenti spaziali con Red Alert.
Ancora oggi i titoli della serie Command & Colors restano una delle migliori porte d’accesso al mondo dei wargame, un sistema affascinante capace di coinvolgere generazioni diverse in sfide emozionanti che, oltre a divertire, riescono persino a trasmettere un pizzico di storia.

LA FORZA E' SUL TAVOLO: GIOCA LA TUA BATTAGLIA DI HOTH
L’ultima incarnazione del sistema di gioco Command & Colors incontra la saga di fantascienza più amata di sempre. Star Wars: Battaglia di Hoth che porta sul tavolo la celebre battaglia sul pianeta innevato di L’Impero Colpisce Ancora, con i ribelli impegnati a fermare l’avanzata delle truppe imperiali e dei loro iconici camminatori AT-AT, contrapposti ai rapidi caccia Snowspeeder dell’Alleanza.
La formula è quella collaudata di Command & Colors: a ogni turno i giocatori utilizzano una carta per attivare le proprie unità, schierate nei tre settori in cui è divisa la mappa o appartenenti a una determinata categoria. Le unità scelte si muovono e attaccano in base alle loro abilità e alla potenza di fuoco, poi si pesca una nuova carta e il turno passa all’avversario. Un sistema semplice e immediato, che privilegia il ritmo senza rinunciare alla profondità tattica.
Come in tutti i giochi della serie, anche qui sono presenti diversi scenari (17) che accompagnano i giocatori in una progressione graduale: dalle prime schermaglie, utili per familiarizzare con il sistema, fino agli scontri più ampi che mettono davvero alla prova il senso tattico. A queste si aggiungono due campagne che collegano le battaglie in un unico arco narrativo e che permettono di modificare in modo dinamico gli schieramenti e i mazzi comando utilizzati.
Le unità a disposizione dei due schieramenti hanno caratteristiche diverse, e i giocatori dovranno imparare come sfruttarne al meglio la mobilità e la forza d’attacco per riuscire a vincere anche negli scenari in cui il loro schieramento sembra nettamente sfavorito. Inoltre, anche i mazzi di carte ordine sono diversi tra Impero e Ribelli ed è possibile personalizzarli ulteriormente aggiungendo una selezione di carte Leader, legate a personaggi classici di Guerre Stellari come Darth Vader o Luke Skywalker.
I vari scenari di gioco si allestiscono e si giocano rapidamente, una caratteristica che rende questo titolo perfetto per partite veloci in famiglia, magari sfide genitori/figli. Particolarmente entusiasmanti le due campagne che permettono, partita dopo partita, di rivivere in chiave personale la storia de L’Impero colpisce ancora, trasformando la serata di gioco in un appuntamento ricorrente, atteso con entusiasmo soprattutto dai più giovani. Proprio loro, giocando, imparano a pensare in modo strategico e a reagire con prontezza anche quando la fortuna sembra voltare le spalle. Come in tutta la serie Command & Colors, l’imprevedibilità non è un limite, ma il cuore stesso dell’esperienza: ogni battaglia insegna che nulla va sempre come previsto.
L’ultima incarnazione del sistema di gioco Command & Colors incontra la saga di fantascienza più amata di sempre. Star Wars: Battaglia di Hoth che porta sul tavolo la celebre battaglia sul pianeta innevato di L’Impero Colpisce Ancora, con i ribelli impegnati a fermare l’avanzata delle truppe imperiali e dei loro iconici camminatori AT-AT, contrapposti ai rapidi caccia Snowspeeder dell’Alleanza.
La formula è quella collaudata di Command & Colors: a ogni turno i giocatori utilizzano una carta per attivare le proprie unità, schierate nei tre settori in cui è divisa la mappa o appartenenti a una determinata categoria. Le unità scelte si muovono e attaccano in base alle loro abilità e alla potenza di fuoco, poi si pesca una nuova carta e il turno passa all’avversario. Un sistema semplice e immediato, che privilegia il ritmo senza rinunciare alla profondità tattica.
Come in tutti i giochi della serie, anche qui sono presenti diversi scenari (17) che accompagnano i giocatori in una progressione graduale: dalle prime schermaglie, utili per familiarizzare con il sistema, fino agli scontri più ampi che mettono davvero alla prova il senso tattico. A queste si aggiungono due campagne che collegano le battaglie in un unico arco narrativo e che permettono di modificare in modo dinamico gli schieramenti e i mazzi comando utilizzati.
Le unità a disposizione dei due schieramenti hanno caratteristiche diverse, e i giocatori dovranno imparare come sfruttarne al meglio la mobilità e la forza d’attacco per riuscire a vincere anche negli scenari in cui il loro schieramento sembra nettamente sfavorito. Inoltre, anche i mazzi di carte ordine sono diversi tra Impero e Ribelli ed è possibile personalizzarli ulteriormente aggiungendo una selezione di carte Leader, legate a personaggi classici di Guerre Stellari come Darth Vader o Luke Skywalker.
I vari scenari di gioco si allestiscono e si giocano rapidamente, una caratteristica che rende questo titolo perfetto per partite veloci in famiglia, magari sfide genitori/figli. Particolarmente entusiasmanti le due campagne che permettono, partita dopo partita, di rivivere in chiave personale la storia de L’Impero colpisce ancora, trasformando la serata di gioco in un appuntamento ricorrente, atteso con entusiasmo soprattutto dai più giovani. Proprio loro, giocando, imparano a pensare in modo strategico e a reagire con prontezza anche quando la fortuna sembra voltare le spalle. Come in tutta la serie Command & Colors, l’imprevedibilità non è un limite, ma il cuore stesso dell’esperienza: ogni battaglia insegna che nulla va sempre come previsto.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Pozzo senza autorizzazioni e acqua pubblica per il bestiame: 20mila euro di sanzioni
2.
Inaugurato il ponte sul Nure, Salvini: «Un esempio per tutti i cantieri italiani»
3.
Chef Mainardi al mercato coperto: «La mia missione è farvi venire fame»
4.
«Accogliamo chi prega ma siamo anche sarte, tagliamo e cuciamo»

