Teheran: luogo dove crescono i platani. E a Bobbio ce n'è uno monumentale
Rientra nei 102 della Regione Emilia-Romagna e si trova in piazza San Francesco
Dea De Angelis
|18 ore fa

Platano monumentale in vista da piazza San Francesco a Bobbio
Monumentali o a filari lungo i viali, già gli antichi greci e i romani amavano i platani di cui apprezzavano la crescita rapida ed erano soliti sostare sotto le loro folte chiome cercando ispirazione filosofica. Il platano è un albero da millenni molto diffuso in tutto il bacino orientale del Mediterraneo. Questa antica presenza è testimoniata da tanta toponomastica. Un esempio? Teheran, città capitale dell’Iran che ci porta – ahinoi – alla cronaca di guerra in Medio Oriente delle ultime due settimane, significa letteralmente "luogo dove crescono i platani". Ancora oggi l’esotico platano è una pianta ad alto fusto tra le più diffuse nell’ecosistema urbano e la nostra Piacenza non fa eccezione. Ben noti gli esemplari storici del Pubblico Passeggio disposti in lunghi doppi filari e alcuni maestosi individui solitari: nel giardino di Palazzo Scotti in centro città o nel maestoso parco (privato) di Villa Douglas Scotti, a Gragnanino, considerato quest’ultimo il più grande di tutta la provincia. Il platano mette radici in pianura (viali e parchi urbani) o nella prima collina, favorito dalla sua resilienza agli inquinanti quali le polveri sottili. La varietà più diffusa in tutta Europa e nel territorio regionale è il platano ibrido (P. acerifolia), una varietà selezionata tra quello occidentale e quello orientale. Spostandoci tra i paesi delle nostre vallate, a Bobbio, nella valle che Ernest Hemingway - nel 1945 - di passaggio come corrispondente di guerra, definì - come risaputo - la valle più bella del mondo, un imponente platano, visibile da piazza San Francesco, rientra tra i centodue (102!) alberi monumentali dell’Emilia-Romagna, riconosciuti dal ministero delle politiche agricole e forestali (Mipaaf) a livello nazionale. Fotografato ‘in abito invernale’, ancora spoglio volutamente giacchè già così l’obiettivo della fotocamera faticava a inquadrarne tutte le parti, possiamo solo immaginare tra poche settimane, quanta ombra farà la sua folta enorme chioma. Sebbene infatti si trovi in area privata all’interno delle pertinenze del complesso architettonico dell’ex-chiesa ed ex-convento di San Francesco, la sua presenza colora il paesaggio urbano a beneficio della cittadinanza e dei numerosi turisti in visita nel bel paese.
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