Serata a carattere benefico

Per il suo compleanno, l’Inter Club Piacenza “si regala” Evaristo Beccalossi

6 ottobre 2019

La frase “Evaristo, scusate se insisto” non fu mai rivolta ad Albertosi, a fine partita, in quel famoso 28 ottobre 1979, come vuole la leggenda. Fu il famoso giornalista Beppe Viola a coniarla dopo un derby con il Milan, “rubandola” da alcuni tifosi dell’Inter in festa dopo una prestazione tutta dribbling del fantasista bresciano. Inoltre la prima volta che segnò a Zoff, in un Inter-Juve del 14 aprile 1979 poi finita 2-1 in favore dei nerazzurri, suo padre (inguaribile juventino) lo aspettò fuori dal campo per “dirgliene quattro”. Il suono che faceva lo scatto di Maradona mentre dal nulla spuntava da dietro, rubando il pallone e dribblando l’intera difesa, “era qualcosa di incredibile, qualcosa da portarsi dentro per sempre”.

Sono solo alcuni degli aneddoti snocciolati l’altra sera da Evaristo Beccalossi, autentico uomo simbolo di quell’Inter a cavallo tra gli anni settanta e ottanta, e ospite d’onore della festa dell’Inter Club Piacenza. Una sorpresa per festeggiare al meglio il primo anno di attività, anche se il regalo più bello lo hanno fatto stati gli stessi soci dell’Inter Club al reparto di ematologia dell’Ospedale di Piacenza: una cyclette nuova di zecca che aiuterà i pazienti a riprendersi dopo le operazioni di trapianto.

Beccalossi, con lo humour che l’ha sempre contraddistinto, oltre a concedere autografi e selfie ai tanti soci nerazzurri in visibilio, si è soffermato sulla partita di questa sera tra Inter e Juve, il cosiddetto “derby d’Italia” e sfida più sentita dalle due tifoserie.

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