Maestra aggredita. «La scuola dev'essere luogo di rispetto»

Comunità scossa. L'assessore Dadati: l'autorevolezza dei docenti va difesa. Il sindacato Gilda valuta di costituirsi parte civile. Tagliaferri (FdI): servono conseguenze certe

Redazione Online
|6 ore fa
Maestra aggredita. «La scuola dev'essere luogo di rispetto»
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Ha scosso l'intera comunità, non solo quella scolastica, l'aggressione di una maestra da parte di un genitore davanti agli occhi della figlia in una scuola elementare di Piacenza. Condanna, indignazione e solidarietà all'insegnante arrivano da istituzioni e sindacati. 
La maestra, come Libertà ha riferito, è finita al Pronto soccorso dopo essere stata strattonata e presa a pugni dal genitore che si era presentato con l'intenzione di prelevare la figlia prima dell'orario consentito e che ha dato in escandescenza quando gli è stato chiesto di compilare il modulo per l'uscita anticipata. 
L’assessore alle Politiche scolastiche del Comune di Piacenza, Mario Dadati, ha espresso «piena solidarietà alla maestra e netta condanna di ogni forma di violenza nei confronti del personale scolastico». «La scuola deve essere un luogo di rispetto e tutela - aggiunge -, le insegnanti e gli insegnanti non sono bersagli, ma presìdi civili, e la loro autorevolezza va riconosciuta e difesa. Questo episodio richiama la responsabilità dei genitori nell’educare con l’esempio». Dadati sottolinea che «la violenza ai danni di chi lavora nella scuola mina l’intero sistema educativo e compromette il clima di fiducia necessario tra alunni, famiglie e docenti». Ed evidenzia che «è compito di tutti gli adulti proteggere i bambini e garantire loro un ambiente sicuro, dove possano imparare e crescere senza timori. La scuola non può essere un luogo di paura: va difesa con fermezza, strumenti concreti e il pieno sostegno delle istituzioni».
Sul fronte sindacale, Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda di Parma e Piacenza, definisce la vicenda «inaccettabile e sintomatica di un fenomeno in crescita». Pizzo segnala anche la possibilità di costituirsi parte civile a sostegno dell’insegnante, sottolineando come sia fondamentale tutelare sia la sicurezza fisica sia quella psicologica dei docenti.
Anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giancarlo Tagliaferri, interviene sottolineando la gravità dell’episodio: «Chi colpisce un docente colpisce lo Stato. Servono conseguenze certe». Tagliaferri ricorda che «un docente, mentre svolge le proprie funzioni, è un pubblico ufficiale: la violenza nei suoi confronti non è mai un gesto privato, ma un attacco diretto all’istituzione scolastica e allo Stato. Norme e aggravanti previste dall’ordinamento devono essere applicate fino in fondo, senza sconti».
Il consigliere evidenzia inoltre la necessità di garantire pieno supporto all’insegnante anche sotto il profilo legale e ribadisce che «il rispetto delle regole, dei ruoli e delle persone è parte integrante dell’educazione». «Da Piacenza arriva un segnale che non va ignorato - conclude -: chi pensa di risolvere un problema scolastico con la forza deve sapere che andrà incontro a conseguenze certe ed esemplari. La scuola va difesa sempre».
Gli accertamenti sull’accaduto sono affidati alla polizia locale, che sta ricostruendo i fatti e valutando eventuali responsabilità penali a carico del genitore.