Al via il processo alla banda dei calzini: "Ogni imputato estorceva fino a 300 euro al giorno"
Redazione Online
|5 anni fa

Si è aperto il processo alla cosiddetta “banda dei calzini”: undici imputati di età compresa fra i 22 e i 48 anni, che – secondo l’ipotesi accusatoria – avrebbero costituito una vera e propria organizzazione criminale, nascosta dall’apparente e innocua vendita di calzini.
Il gruppo, attivo nei piazzali esterni degli autogrill di San Zenone, Lodi, Somaglia e Fiorenzuola, deve rispondere a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata all’estorsione, danneggiamento e spaccio. La “banda dei calzini” era stata sgominata l’anno scorso dalla polizia stradale di Piacenza. Ieri è incominciato il processo presieduto dal giudice Gianandrea Bussi, affiancato da Sonia Caravelli e Laura Pietrasanta. In aula il pm Mattero Centini. Gli avvocati difensori sono Ciro Arino del Foro di Napoli e Nicola Caiola e Sara Brienza. L’udienza è stata rinviata al prossimo 17 novembre per l’audizione dei primi testimoni.
L’ACCUSA – La banda approcciava gli automobilisti di passaggio apparentemente per vendere i calzini, per poi – in realtà – minacciarli e picchiarli. Gli imputati avrebbero danneggiato anche i veicoli di alcuni dipendenti degli Autogrill. Il denaro estorto sarebbe finito sul conto corrente del fratello di un noto esponente di spicco della camorra napoletana, il quale – in seguito ad accertamenti della Dia di Napoli – è risultato estraneo a questa vicenda. Secondo la polizia, ogni componente del gruppo era in grado di guadagnare fino a trecento euro al giorno.
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