Il taglialegna battezzato “Ligabue” disegna ovunque, basta una matita
Massimo Cassinari a Ferriere ha ritratto tutti, anche gli animali. Wilma Solenghi lo voleva portare con sé in America
Nadia Plucani
|2 settimane fa

Massimo Cassinari, 72 anni, accanto alla “Risurrezione di Lazzaro”
Prima camionista e ora taglialegna, ma sempre e da sempre un artista. Massimo Cassinari ha un talento grande, quello della pittura: riesce a dipingere in modo estremamente realistico i volti di uomini e donne o di animali. Un foglio bianco, il retro di una rivista, un grande sasso, una tavola di legno: tutto per Cassinari può diventare una tela su cui lasciare la sua opera d’arte. È autodidatta, ma la naturalezza con cui tratteggia un viso, la sagoma di un cavallo, la figura di una dama, è quella di chi ha una vocazione dentro di sé.
Forse ereditata dalla mamma, che era di Casalcò, località a tre chilometri da Ferriere in direzione Selva: anche lei faceva disegni sui quaderni di catechismo. E ancora il nonno era estroso, ingegnoso. Ferdinando Bergonzi, amico di Cassinari, ha voluto organizzare con altri amici di Casalcò una mostra con le opere dell’artista, nel 2023. E non ha dubbi: «Massimo è una sorta di Antonio Ligabue delle nostre zone. Una tigre da lui dipinta richiama secondo me proprio quelle famose di Ligabue». Cassinari è loquace, ma estremamente modesto nel commentare i propri lavori, proprio come il noto artista nato a Zurigo e morto a Gualtieri.



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