Mense scolastiche, i genitori: "Perché cambiare menù senza un confronto?"
Redazione Online
|2 anni fa

Sui gusti non si può discutere. Lo dice l’adagio – de gustibus non est disputandum – e lo conferma anche l’ormai infinita polemica che circonda il menù delle mense scolastiche, messo sotto attacco dai genitori di alcune scuole cittadine e in via di revisione da parte di Ausl e Comune proprio per calmare gli animi. Accade però che quando si vuole accontentare tutti si finisca per scontentar qualcuno e così, ieri un gruppo di genitori di bambini che frequentano il nido “Pettirosso” e la scuola materna della Besurica hanno alzato la voce.
“Siamo sbalorditi e sconcertati dal fatto che si sia deciso di cambiare il menù delle mense scolastiche – dichiara Mariella Mallozzi che ha due bambini che frequentano il nido e la materna e fa parte del comitato di gestione del nido – per noi era un piano equilibrato e i bambini non hanno mai avuto problemi a mangiarlo. È stato fatto un sondaggio per quantificare le famiglie scontente?”.
“Non capiamo come mai si decida di cambiare il menù senza alcun confronto strutturato, almeno per quel che concerne i nidi, con i genitori – aggiunge Mattia Motta, padre di due bimbi che frequentano il nido e la materna –, il progetto “Reduce”, sostenuto dal Ministero dell’Ambiente e sviluppato con l’Università di Bologna e la campagna Spreco Zero, ha considerato 73 plessi e monitorato 109.656 pasti delle mense: il 29,5 per cento del pasto viene gettato. Soluzioni? A Savona, Bologna, Milano c’è la doggy bag, una borsa in cui gli alunni mettono il pane, i cibi confezionati e la frutta non consumati a scuola da portare a casa. Savona consegna gli avanzi al Banco Alimentare mentre Asti li dà alla mensa dei poveri”.
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