Protesta contro il decreto, gli agenti si tolgono il casco in solidarietà con gli imprenditori piacentini
Redazione Online
|5 anni fa

“Paghiamo le tasse da trenta o quarant’anni, qualcuno anche di più. Diamo lavoro a decine di famiglie, non meritiamo questo trattamento”. È il grido con cui stasera (3 novembre) Daniele Bavagnoli – titolare di una palestra in città – ha guidato la protesta degli imprenditori piacentini che chiedono contributi a fondo perduto per far fronte alla crisi da Coronavirus. Una contestazione di fronte alla quale i carabinieri e gli agenti di polizia, in tenuta antisommossa, si sono tolti il casco in segno di solidarietà con le partite iva vessate dalle limitazioni anti-contagio. “Un gesto di buonsenso”, lo ha definito Cristian Lertora, presidente provinciale di Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi).
Quello che inizialmente doveva essere un sit-in statico, fermo solo sul pubblico passeggio di Piacenza, è comunque sfociato in un corteo giunto fino in piazza Cavalli. La scelta dei manifestanti ha provocato diverse tensioni con le forze dell’ordine, visto che la questura aveva autorizzato lo svolgimento della protesta solo sul Facsal. “Anche le persone perbene si arrabbiano – ha urlato Bavagnoli – adesso chiediamo un sostegno reale da parte dello Stato, altrimenti così non possiamo andare avanti”.
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