Sanità a Piacenza, Vittorio Casati alla guida del Distretto: più cure a domicilio e attenzione ai fragili

Il nuovo direttore punta a rafforzare i servizi sul territorio e il collegamento con l'ospedale. Al centro le Case della Comunità di piazzale Milano e Belvedere, l'assistenza agli anziani e la collaborazione con le associazioni.

Redazione Online
|2 ore fa
Il direttore sanitario Andrea Magnacavallo, la direttrice generale Paola Bardasi, il nuovo direttore del distretto cittadino Vittorio Casati, la direttrice delle Attività socio-sanitarie Elenora Corsalini e il direttore assistenziale Andrea Contini
Il direttore sanitario Andrea Magnacavallo, la direttrice generale Paola Bardasi, il nuovo direttore del distretto cittadino Vittorio Casati, la direttrice delle Attività socio-sanitarie Elenora Corsalini e il direttore assistenziale Andrea Contini
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Più assistenza a domicilio, percorsi di cura più semplici e servizi sanitari più vicini ai cittadini, soprattutto agli anziani e alle persone fragili. Sono le priorità indicate da Vittorio Casati, da qualche settimana alla guida del Distretto Città di Piacenza dell'Ausl. L'obiettivo è rafforzare una rete di assistenza che non si fermi alle porte dell'ospedale, ma sia in grado di accompagnare i pazienti anche nella vita quotidiana, mettendo in collegamento servizi sanitari, Comune e associazioni.
«Siamo una squadra con grandi potenzialità: vogliamo essere qualcuno per chi non è nessuno», afferma Casati, sintetizzando così l'attenzione che intende riservare alle persone più vulnerabili.

Dall'ospedale al territorio: «Due realtà che si completano»

Entrato nell'Azienda sanitaria piacentina nel 1991, Casati ha maturato una lunga esperienza professionale, alla quale si è aggiunto un periodo di cooperazione internazionale nei Paesi in via di sviluppo. Un'esperienza che, sottolinea, gli ha permesso di comprendere quanto le condizioni sociali incidano sulla salute delle persone.
«Oggi vorrei mettere questa esperienza ospedaliera al servizio del territorio», spiega. «Non penso a una sanità territoriale separata dall'ospedale, ma a due realtà che si completano vicendevolmente».
La sfida è rendere più efficace il passaggio tra ospedale e servizi territoriali, evitando che i pazienti, soprattutto quelli con problemi di salute complessi, si trovino senza adeguati punti di riferimento.
Tra gli obiettivi anche far conoscere meglio ai piacentini le opportunità di assistenza già offerte dall'Ausl, orientandoli verso i servizi più adatti alle loro necessità.

Piazzale Milano e Belvedere, il ruolo delle Case della Comunità

Un ruolo centrale sarà affidato alle Case della Comunità di piazzale Milano e Belvedere, chiamate a diventare punti di riferimento sempre più importanti per la sanità cittadina.
L'idea è quella di rafforzare il collegamento tra medici, infermieri, servizi territoriali e assistenza sociale, in modo da accompagnare le persone lungo l'intero percorso di cura.
Le priorità comprendono il potenziamento dell'assistenza domiciliare, particolarmente importante per anziani e persone con difficoltà negli spostamenti, e la semplificazione dei percorsi assistenziali.
Una necessità sempre più avvertita anche a Piacenza, dove l'invecchiamento della popolazione porta con sé una crescente domanda di cure continuative e di sostegno per chi convive con più patologie.

Più collaborazione con Comune e associazioni

Per Casati, però, una sanità più vicina ai cittadini non si costruisce soltanto negli ambulatori. Servono anche rapporti più stretti con il Comune, il mondo del volontariato e le realtà del Terzo settore, che spesso conoscono da vicino le situazioni di maggiore difficoltà.
Il nuovo direttore ha già avviato un percorso di confronto con i Comitati consultivi misti e con le associazioni cittadine.
L'obiettivo è individuare insieme le necessità più urgenti e concentrare le risorse su progetti concreti e sostenibili.

La sfida: non lasciare sole le persone fragili

Il filo conduttore del programma di Casati è la volontà di superare la frammentazione dei servizi, affinché le persone non debbano orientarsi da sole tra strutture, prestazioni e differenti forme di assistenza.
Una sfida che riguarda soprattutto chi, oltre ai problemi di salute, deve affrontare solitudine, difficoltà economiche o mancanza di una rete familiare.
Rendere la sanità territoriale più accessibile e capace di intercettare questi bisogni sarà dunque uno dei principali banchi di prova del nuovo direttore del Distretto cittadino.