Dal 2022 tredicimila nuove piante in città, ma alcune sono in sofferenza
Trespidi (civica di centrodestra): non bastano i nuovi alberi, bisogna poi curarli. L'assessore Bongiorni: un patrimonio così fondamentale e fragile attenzionato dal Piano di gestione del verde pubblico
Thomas Trenchi
|19 ore fa

Un parco pubblico di Piacenza con le nuove piante messe a dimora - © Libertà/Thomas Trenchi
Non tutti gli alberi mettono radici. E a Piacenza alcune nuove piantumazioni mostrano segni di sofferenza. La riforestazione urbana, ovvero l'incremento del verde negli spazi cittadini sempre più esposti alla pressione dell'asfalto e del cemento, è un tema quanto mai attuale. Ma, oltre a piantare nuovi alberi, occorre anche prendersene cura. E allora la domanda è inevitabile: come stanno crescendo gli alberelli messi a dimora negli ultimi anni dall'amministrazione comunale?
Il consigliere Massimo Trespidi (civica di centrodestra) ha presentato a Palazzo Mercanti un accesso agli atti per conoscere il quadro delle piantumazioni effettuate dal 2022 a oggi. La risposta degli uffici comunali indica un totale di 12.949 esemplari, comprendendo anche gli interventi programmati entro la fine dell’anno.
Ma, al di là delle cifre e delle vie elencate, abbiamo provato a verificare lo stato di salute delle piantine. Ecco alcuni esempi. Al Giardino di vita in zona Capitolo, ci sono foglie con macchie marroni e rossastre, bordi secchi e arricciati. Altre sono annerite.
A Borgotrebbia, nel campone di via Trebbia, le piantine sono circa un centinaio. Più di una ventina sembrano secche o deperite, con foglie ripiegate su se stesse.
In strada Agazzana, alla Besurica, un'area riqualificata anche con contributi privati per la forestazione del territorio ospita numerose piantine in fila: alcune, però, mostrano segni di sofferenza, con foglie marroni e appassite, chiome diradate e fusti quasi spogli.
Nulla di allarmante in sé, anzi, gli alberelli crescono nella maggior parte dei casi senza problemi. Una piccola quota di quelli messi a dimora può non attecchire: è un fenomeno fisiologico, legato alla fase delicata in cui la pianta deve adattarsi al nuovo ambiente, sviluppare le radici e riprendere a vegetare. Il caldo intenso, la scarsità d’acqua, le caratteristiche del terreno e le difficoltà di radicamento possono incidere.
«Non basta piantare nuovi alberi, bisogna poi curarli ed evitare sprechi di risorse - attacca Trespidi -. Al di là della propaganda e del fumo che continua a sollevare sul tema degli alberi piantati, ho voluto verificare di persona lo stato di salute degli alberi, anche alla luce dei luoghi scelti per gli interventi». A replicare è il vicesindaco Matteo Bongiorni: «Il rafforzamento delle competenze e l'adozione di un metodo di lavoro sono elementi fondamentali per affrontare in modo lungimirante la gestione di un patrimonio così fondamentale e fragile. In questa direzione vanno i censimenti puntuali e il Piano di gestione del verde pubblico, elaborato secondo criteri multidisciplinari, con l'obiettivo da un lato di preservare e curare al meglio l'esistente e dall'altro di orientare in modo efficace l'implementazione del nostro patrimonio arboreo. Un lavoro che considera «sicurezza pubblica, biodiversità e benefici ecosistemici».
Sul tema interviene anche Legambiente: «Piantare nuovi alberi è importante, ma occorre conservare il patrimonio esistente. La nostra città ha bisogno di nuove forestazioni, ma anche di salvaguardare gli alberi che già possiede. Non sono obiettivi alternativi - dice l'associazione ambientalista - ma due parti della stessa politica e su entrambi gli aspetti vanno fatti forti investimenti».
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