L’avamposto degli ultimi: in 122 accolti al Pronto Intervento Sociale
Il servizio, erogato dal Comune, offre una prima accoglienza alle persone che si trovano in una condizione di fragilità
Elena Caminati
|2 settimane fa

È un punto di riferimento operativo nelle ore notturne, nei festivi e in tutti i momenti in cui i servizi sociali ordinari non sono disponibili. Si chiama Pronto Intervento Sociale, interviene nei cosiddetti “codici rossi” sociali, offrendo una prima accoglienza alle persone che si trovano in condizioni di particolare fragilità. Nel 2025 ha accolto 122 persone: tra cui 90 minori, 29 adulti e tre anziani. Un primo avamposto per chi non ha nessuno a cui rivolgersi.
Tra i casi più frequenti ci sono donne con figli minori, minori stranieri non accompagnati in attesa di un inserimento in comunità, ma anche persone anziane ritrovate sole e disorientate o persone con disabilità segnalate dalle forze dell’ordine. Un servizio che non tutte le amministrazioni hanno istituito, ma che Piacenza ha scelto di mettere a disposizione, come approdo di prima soglia. Una mano tesa che solleva da una condizione di imminente difficoltà per essere indirizzata ai servizi più adeguati.
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