Castell'Arquato, quella fontana che racconta l’acqua pubblica

Era nella piazza del Municipio, oggi è nel Giardino Giovanni Paolo II. Nel 1910 il servizio nelle case. Conferenza del Cineclub Cattivelli

Federica Duani
|4 ore fa
La fontana quando era nella piazza del Municipio a Castell'Arquato - cartolina degli anni Cinquanta
La fontana quando era nella piazza del Municipio a Castell'Arquato - cartolina degli anni Cinquanta
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Via Sforza Caolzio, a Castell'Arquato, si chiama così perché “Caolzio” era il nome del maggiordomo di Sforza Sforza di Santa Fiora, che nel 1567 fu eletto primo marchese del Borgo: ai tempi la servitù si fregiava del nome del padrone, e oggi la via principale delle paese porta un nome ibrido. L’acciottolata via della Solata deve il suo nome al fatto che lì, un tempo, sorgeva il Quartiere del Sole. Sono queste le prime due di una serie di curiosità portate alla luce da Fabrizia Boiardi e Sergio Efosi nel corso della conferenza “Lo sapevate che... parlando di cose avvenute e che molti non sanno”, organizzata al Palazzo del Podestà dal Cineclub Piacenza G. Cattivelli nell’ambito della mostra “Custodi di Memoria.
Le chiese dell’Appennino piacentino fra oblio e identità”. « In paese ci sono innumerevoli testimonianze della nostra storia», ha detto Boiardi, soffermandosi poi su come l’acqua potabile sia arrivata nelle case. Era il 1910 e, in sostanza, servì l’aiuto della condotta consortile con i Comuni di Lugagnano e di Fiorenzuola. A Castell'Arquato resta un segno tangibile di quel momento: la fontana (opera di Manfredo Manfredi, l’ architetto dell’attuale Palazzo della Provincia di Piacenza).