Fotovoltaico a terra: foresta di supporti di fianco alla New Cold
L’impianto alla Barabasca inizia a prendere corpo. Servirà a coprire in parte le esigenze energetiche dei “megafrigo”
Donata Meneghelli
|1 settimana fa

I lavori in corso alla Barabasca: sono i supporti che ospiteranno i pannelli del fotovoltaico FOTO MENEGHELLI
Il parco fotovoltaico della Barabasca sta prendendo corpo. Su un ex terreno agricolo sono state montate decine di supporti per pannelli solari per produrre energia che alimenti, almeno in parte, l’alto consumo delle torri del freddo, ovvero i magazzini verticali per lo stoccaggio di alimenti surgelati movimentati dalla New Cold.
La scorsa estate la multinazionale aveva presentato al Comune una Procedura abilitativa semplificata (Pas) per installare il fotovoltaico a terra, anziché montare i pannelli sopra l’edificio del blocco B, ossia quello più vicino a Cortemaggiore, così come previsto dal 2020 in sede di progetto e di Valutazione ambientale. Pare che questo “cambio di programma” sia legato ai tempi tecnici indicati da Enel per allacciare l’impianto alla rete elettrica: sarebbero serviti 1.790 giorni, ovvero quasi 5 anni, per l’impianto sul tetto, tempi che si riducono di molto per un’installazione a terra.Oggi la legge, per favorire l’uso di fonti rinnovabili, snellisce le procedure per realizzare impianti, anche su terreni che erano destinati ad altro uso, se vicino a impianti produttivi o che comunque hanno necessità di energia.
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