Poesie attraverso il tempo, i quasi centenari del Maruffi si raccontano

Nel volume realizzato dagli ospiti delle strutture di Proges anche i grandi anziani di via Lanza. Dall'ex segretaria dell'Ordine Giornalisti alla commessa in pensione

Thomas Trenchi
|12 ore fa
Da sinistra la coordinatrice Pamela Giacobbe e l'animatrice Renata Olive con il premio e il libro di poesie- © Libertà/Thomas Trenchi
Da sinistra la coordinatrice Pamela Giacobbe e l'animatrice Renata Olive con il premio e il libro di poesie- © Libertà/Thomas Trenchi
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Storie che attraversano il tempo tra memoria e poesia. La guerra, la spensieratezza, l'amore che resiste alle stagioni della vita. Sono queste le emozioni raccolte in “Le parole che non ti ho detto”, il libro realizzato dagli ospiti delle strutture Proges, tra cui la casa di riposo Maruffi di via Lanza a Piacenza, che ospita 35 persone.
Tra gli autori piacentini c’è Annalisa Casella, 98 anni, per trent’anni segretaria dell’Ordine dei giornalisti di Milano, autrice della poesia “La tessera annonaria”: «Era il periodo della seconda guerra mondiale, c’era molta carenza di cibo. Ci davano una tessera con tanti bolli: ogni volta che ne staccavamo uno avevamo diritto a un etto e mezzo di carne o a poco burro, poi basta». Pane nero, pasta scura, restrizioni. «Se c’erano bambini, si rinunciava per loro». Casella racconta anche il giro serale dai fornai: «Speravo in un pezzetto di pane avanzato da dare alle mamme con figli piccoli». A fianco a lei, Luisa Pattori, 96 anni, commessa in pensione. Era lei la donna che distribuiva il pane: «Veniva una signora con un bambino affamato. Lui prendeva il panino, io non volevo né soldi né bollino. Lo mangiava con gusto, ero felice». Il testo è arrivato secondo al concorso nazionale Proges.
Giuliano Trimmi, 95 anni, product manager in pensione, ha firmato la poesia “Ad una persona speciale”: «Racconta la mia storia. Dopo un matrimonio felice, la malattia della moglie, la perdita, un periodo molto duro con ansia e depressione. Dopo più di un anno ho incontrato una donna speciale, intelligente. Ci vedevamo spesso, andavamo in giro felici, anche in bicicletta. La nostra storia è durata 36 anni».
Ada Calegari, classe 1934, autrice di “Pace” insieme al compianto Domenico Grassi, maestro di scuola guida, scrive: «Il silenzio, la solitudine, il verde del prato, il giorno appena nato». Calegari ricorda la propria infanzia: «Ero snobbata perché povera. La mia unica amica era la bicicletta di mio padre. La domenica facevo trenta chilometri, era il mio divertimento più grande».
Il progetto è stato seguito al Maruffi dall’oss Renata Olive con la coordinatrice Pamela Giacobbe.