Crociglia, il ceo del parco eolico: andiamo avanti, deciderà il ministero

L'assessora Priolo illustra le forti criticità della Regione ma l'amministratore delegato di European Energy non si scompone: la parola spetta al Ministero dell'Ambiente

Paola Brianti
Paola Brianti
|20 ore fa
Crociglia, il ceo del parco eolico: andiamo avanti, deciderà il ministero
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Forti criticità sul progetto dell’eolico a Ferriere: se non è un “no”, molto ci somiglia e arriva dall’assessorato all’Ambiente della Regione Emilia Romagna. Che ieri ha convocato, tramite una procedura piuttosto inusuale, un incontro tecnico istruttorio per fare il punto con il privato che, tramite la società “Ferriere Wind”, ha sottoposto a Valutazione di impatto ambientale un parco da sette aerogeneratori sul Crociglia. È in questa sede che l’assessora Irene Priolo ha sottolineato perché la proposta sia irricevibile da Bologna. Troppe le carenze sui dati del vento che andrebbe ad alimentare le pale, così come sulla reale produzione energetica dell’impianto, sotto la soglia minima richiesta dalla Regione. Sarebbero poi insufficienti i dettagli progettuali su come cambierà la zona una volta aperto il cantiere, e mancherebbe il monitoraggio annuale sulle specie animali che abitano il Crociglia o che utilizzano il suo cielo per le migrazioni. Infine una lunghissima serie di vincoli paesaggistici in cui il Crociglia è inserito e dai quali è tutelato.
Si tratta però di un’arma spuntata, perché, come conferma Priolo, solo di parere si tratta, e come tale non vincolante.
Alessandro Migliorini, amministratore delegato della società madre proponente il progetto European Energy, commenta: «La Regione ha dichiarato di essere contraria al parco e non ci aspettavamo nulla di diverso. Vista però la terzietà dell’ente, credo che esprimere giudizi così tranchant in una fase ancora istruttoria e preliminare somigli a una presa di posizione ideologica». E annuncia: «Noi andiamo avanti - continua Migliorini - prendiamo atto della posizione degli enti locali e ci rimettiamo alla decisione dell’organo competente, che è il ministero all’Ambiente».