Pestato al parco a calci e pugni per aver difeso un bambino

Aggressori (giovanissimi) in fuga. «C’era tanta gente ma nessuno ha mosso un dito per soccorrere quell’uomo. E chi vuole rischiare una coltellata?»

Elisa Malacalza
Elisa Malacalza
|3 giorni fa
I ragazzi ripresi mentre fuggono in bici e uno scorcio dell'area verde di Carpaneto dove è avvenuta l'aggressione
I ragazzi ripresi mentre fuggono in bici e uno scorcio dell'area verde di Carpaneto dove è avvenuta l'aggressione
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Dalla foto che qualcuno è riuscito a scattare, mentre fuggivano, sembrano poco più che bambini. Lo zaino in spalla, la bicicletta, l’aria di chi dovrebbe pensare alla scuola. Invece, pochi istanti prima, quei tre avevano colpito con pugni e calci - alla testa, allo stomaco - un uomo di circa cinquant’anni, lasciato a terra nei giardini pubblici di Carpaneto. È successo nel pomeriggio di sabato 31 gennaio, attorno alle 15.30, in pieno giorno e in pieno centro. Secondo le prime ricostruzioni, l’unica “colpa” dell’uomo sarebbe stata quella di intervenire in difesa di un bambino - il figlio o forse il nipote - preso di mira dal gruppetto di tre ragazzini del paese. Un gesto che gli è costato un’aggressione brutale.
La scena, raccontano i testimoni, è stata di una violenza sconvolgente e fulminea. «Siamo nella zona della stazione dei pullman, della banca, del bar. A quell’ora c’era tanta gente. Ma nessuno ha mosso un dito. Io sono ancora sotto shock», racconta chi ha assistito all’aggressione e ha cercato invano di fermare i giovani suonando il clacson e urlando. «L’uomo era a terra, loro gli sono saltati addosso. In pochi secondi gli hanno strappato la maglia, la giacca. Si incitavano a vicenda, “Prendigli il portafoglio”».