“Studenti fragili e demotivati, così la Dad ha cambiato le scuole piacentine”

09 Aprile 2021

Dad di ieri e di oggi. Il ritorno in classe di lunedì con la speranza che sia definitivo. La nascita della Fondazione per la formazione universitaria a orientamento professionale. Sono stati tanti i temi affrontati nel corso dell’ultima puntata di “Nel Mirino”, andata in onda stasera (9 aprile) su Telelibertà. Nodo centrale, la scuola: quella che si è raccontata ai microfoni del direttore di Telelibertà e Liberta.it Nicoletta Bracchi è quella di Simona Favari e Cristina Capra, dirigenti scolastiche rispettivamente del liceo Respighi e del IV Circolo didattico e dell’istituto Romagnosi-Casali. Ma non sono mancati neppure gli apporti dell’imprenditrice di Confindustria con delega all’education Cristina Repetti, del preside della facoltà di Scienze Agrarie dell’università Cattolica Marco Trevisan e del direttore del PoliPiacenza Renzo Marchesi: a loro il compito di evidenziare anche il ruolo della Fondazione nella formazione delle nuove generazioni.

“L’anno scorso, pur non avendo avuto problemi per la prosecuzione delle attività didattiche, la sospensione delle scuole e il ricorso alla dad sono arrivati all’improvviso e i ragazzi avevano accolto con favore il fatto di non dovere andare a scuola – fa notare Favari – quest’anno invece la scuola è più preparata alla dad, ma assistiamo a una preoccupante fragilità da parte dei nostri studenti che sono spesso demotivati. La scuola ha visto nella dad un’opportunità di cambiare: era una necessità che già prima c’era”.

La conferma arriva anche dalla collega: “La scuola è cambiata, ma cambierà ancora – assicura Capra – i docenti hanno seguito dei corsi di formazione serrati per stare al passo con la didattica digitale e tutti, diversamente dall’anno scorso, sono riusciti ad attrezzarsi. Possiamo dire tranquillamente che la la capacità dimostrata dalla scuola nell’adattarsi ci ha lasciato un grande patrimonio di professionalità”.

In quest’ottica di cambiamento si inserisce appunto la neonata Fondazione per la formazione universitaria a orientamento professionale che connette mondo universitario e reti industriali del territorio emiliano-romagnolo per la progettazione, la promozione e la gestione delle nuove lauree ad orientamento professionale: tra i soci fondatori ci sono anche le sedi piacentine dell’Università Cattolica e del Politecnico e Confindustria Piacenza.

“La nascita di questa Fondazione mi sembra molto importante – è il commento di Trevisan – in primis perchè lo è la creazione di una rete che favorisca l’instaurarsi di lauree professionalizzanti e che si avvalga della collaborazione con l’Associazione Scuola Politecnica ITS Emilia-Romagna e Confindustria, in modo da garantire una formazione il più possibile vicina al mondo del lavoro”.

“Il Politecnico guarda con curiosità questo progetto – spiega Marchesi – anche perchè già aveva avviato con Confindustria un percorso in un certo senso in linea con questo obiettivo: per gli studenti è importante potersi confrontare con le aziende che in certi casi sono più avanzate di quanto non facciamo noi a livello universitario che diamo la formazione di base. Le imprese invece si occupano anche dell’applicazione”.

“Penso sia un progetto ambizioso ma importantissimo – conclude Repetti – un’occasione per ampliare la scelta formativa con percorsi sempre più vicini alle aziende. A farlo, partendo con una Fondazione ad hoc, siamo i primi, forti anche dell’impegno che Confindustria garantisce sempre verso la formazione e la scuola attraverso diversi progetti, dall’orientamento all’alternanza scuola/lavoro”.

IL SERVIZIO DI ELISABETTA PARABOSCHI

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