Nasce il “Comitato per la medicina territoriale”: “No al nuovo ospedale”

10 Giugno 2020 03:27

Il “riposizionamento della salute al centro delle priorità per la comunità”, il suo sostegno “con un potenziamento del personale sanitario”, la riqualificazione delle strutture e delle attrezzature tecnologiche e la riorganizzazione del sistema “fondato sulla prevalenza della gestione pubblica e della medicina territoriale”, sono stati il fulcro dell’incontro del neonato “Comitato per la salute e per una medicina territoriale”. A costituirlo i comitati a sostegno del potenziamento degli ospedali di Fiorenzuola, Castel San Giovanni e Bobbio, il Comitato per la riqualificazione dell’ospedale di Piacenza nell’attuale sede, alcune componenti delle realtà sociali piacentine, come Legambiente, Sinistra Cgil, Gap, oltre ad alcuni esponenti della professione medica.

Il nuovo comitato, si legge in un comunicato, “concorda nel ritenere il progetto di nuovo ospedale a Piacenza non rispondente ai reali bisogni della comunità. In considerazione delle enormi risorse necessarie per costruirlo, è del tutto ragionevole ritenere che una corretta e necessaria riqualificazione dell’ospedale attuale, dotato dei necessari parcheggi aggiuntivi e delle migliorie per l’accessibilità, rappresenterebbe una soluzione più razionale e davvero in linea con il concetto di medicina territoriale che oggi tutti invocano”.

Viene posto poi l’accento sulla necessità di potenziare le strutture sanitarie dislocate sul territorio: “E’ indiscutibile che i servizi di maggiore specializzazione debbano essere concentrati nell’ospedale del capoluogo ma ciò non significa che il Pronto Soccorso, alcuni letti di terapia intensiva, gli ambulatori di base e alcuni reparti in cui gli ospedali decentrati hanno maturato negli anni – grazie alla professionalità e all’impegno del personale sanitario – non debbano essere mantenuti, o addirittura potenziati”.

“Sarebbe auspicabile che i tecnici amministratori dell’Ausl tornassero ad avere il mandato di razionalizzare le risorse disponibili – conclude la nota -, nell’ambito però di scelte che dovrebbero essere frutto di una seria analisi dei bisogni del territorio ed espressione dei cittadini, che sono i finali destinatari dell’obiettivo Salute, impegnativo ma non più negoziabile”.

COMUNICATO STAMPA

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