La figlia di Borsellino a Vigolzone: “La lotta alla mafia inizia a scuola”

24 Gennaio 2024 11:23

“La più efficace forma di lotta alla mafia è la scuola, è la cultura”. Non si stanca di dirlo Fiammetta Borsellino, la più giovane dei tre figli del magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992 insieme ai cinque uomini della sua scorta in un attentato in via D’Amelio. Non si stanca di dirlo agli studenti che incontra in tutta Italia e ieri lo ha detto forte ai giovani che frequentano le scuole medie e le classi quinte elementari di Vigolzone. Erano riuniti nella palestra del centro sportivo comunale, con i loro insegnanti, con il sindaco Gianluca Argellati, il dirigente scolastico Alberto Mariani, la professoressa Chiara Anselmi, pronti ad accogliere le sue parole come un dono prezioso.

Nei mesi scorsi i ragazzi hanno infatti lavorato sul tema della legalità, in un percorso proposto dall’amministrazione comunale e condiviso con la dirigenza scolastica ed i docenti, conoscendo sia la figura di Paolo Borsellino sia quella del suo collega ed amico Giovanni Falcone. Il percorso sulla legalità si è compiuto anche con la realizzazione di un murale, nell’atrio del municipio, da parte dello street artist Fabio Guarino, che ritrae i due magistrati e la scritta “Gli uomini passano, le idee restano”, inaugurato alla presenza di Fiammetta Borsellino, dell’amministrazione e del consiglio comunale, delle forze dell’ordine, degli studenti e delle associazioni. I ragazzi di terza media hanno contribuito poi a realizzare un ulteriore murale, con le scritte legate al rispetto all’educazione, alla legalità, che più sentivano vicine a loro, sulle pareti della scalinata all’interno del municipio, un lavoro compiuto sotto la guida di Guarino e insieme alla docente di arte Eleonora Serena. Il sindaco Argellati ha ricevuto infine dalle mani dei carabinieri del Raggruppamento Biodiversità di Ravenna la talea dell’albero di Falcone, che da trent’anni dimora davanti alla casa del magistrato ucciso nella strage di Capaci il 23 maggio 1992.

L’ARTICOLO DI NADIA PLUCANI SU LIBERTÀ

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