Scuola elementare di Prato Ottesola, a terra due stele commemorative dei caduti

27 Gennaio 2024 01:06

Torna l’attenzione sulla scuola elementare di Prato Ottesola, frazione di Lugagnano. I consiglieri del gruppo di minoranza del consiglio comunale infatti, hanno raccolto le segnalazioni da parte di alcuni residenti, i quali hanno espresso rammarico dopo aver visto due stele commemorative dei caduti di guerra, prima affisse alla scuola, ora deposte ai piedi dei giochi per i bambini.
Il consigliere di minoranza Andrea Bonfanti: “Vedere le due stele commemorative dei caduti lasciate a terra, senza nessun tipo di protezione, trovo che trasmetta un messaggio sbagliato, ovvero quello di non curanza e disattenzione verso la memoria storica dei caduti del nostro paese”.
Il sindaco di Lugagnano Antonio Vincini alle osservazioni della minoranza ha replicato: “Le stele dei caduti sono state posate a terra solo provvisoriamente, stiamo infatti attendendo l’autorizzazione che dovrebbe arrivare a giorni, da parte della sovrintendenza e da parte dalla diocesi di Piacenza, per poterle collocare e conservare all’interno della chiesa vicina.
Le due stele – ha proseguito il sindaco Vincini – sono state rimosse dall’edificio perché la scuola, pericolante, verrà a breve abbattuta per poi procede alla costruzione di una nuova struttura sicura ed energeticamente all’avanguardia. Tutto ciò, è possibile grazie al finanziamento che abbiamo ottenuto dal Pnrr per 600 mila euro, di cui 40 mila dalla fondazione di Piacenza e Vigevano”.
Partirà quindi a breve l’abbattimento dell’edificio per dar vita al progetto di una nuova scuola, anche se la posizione della minoranza continua ad essere contraria: “Non condividiamo la scelta dell’amministrazione, avremmo preferito ristrutturare l’edificio conservandone la sua identità d’origine, cara a diversi abitanti; avremmo preferito attendere che il comune avesse a disposizione i soldi necessari per procedere ad un’opera di restauro e quindi di conservazione, del valore storico della scuola”.

L’ARTICOLO DI VANESSA BENEDETTI SU LIBERTA’

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