Via libera al Piano Aria 2030: limitazioni agli Euro 5 dal 1° ottobre 2025

30 Gennaio 2024 17:32

A partire dal 1^ ottobre 2025, come già previsto nel precedente Piano dell’aria, nei comuni di pianura con popolazione superiore a 30mila abitanti, dell’agglomerato di Bologna e in quelli che aderiscono volontariamente, entreranno in vigore le limitazioni ai diesel euro 5. In tutti gli altri, sono entrate in vigore già dal 1^ ottobre 2023 le limitazioni relative ai veicoli diesel euro 4.

E’ una delle “azioni” previste dal Pair 2030: il Piano aria integrato regionale approvato oggi, martedì 30 gennaio, dall’ Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e che potrà contare su risorse per 154,6 milioni di euro. Nello specifico, nel primo triennio ci sarà l’attuazione, da parte della Regione, per quasi 64 milio

Le “azioni” previste per cinque ambiti di intervento sono oltre 60: città e aree di pianura, trasporti e mobilità, energia e biomasse per il riscaldamento domestico, attività produttive, agricoltura e zootecnia. Con un obiettivo preciso, raggiungere nel più breve tempo possibile, e mantenere, i livelli di qualità dell’aria stabiliti dalle norme europee e nazionali in modo da evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi dell’inquinamento per la salute umana e l’ambiente.

“Un Piano pensato e costruito non nell’ottica delle restrizioni ma delle opportunità. E che, per la prima volta, parte con una dotazione di risorse volte al miglioramento della qualità dell’aria, a cui concorreranno anche finanziamenti e misure delle programmazioni e pianificazioni settoriali – ha commentato in Aula la vicepresidente con delega all’Ambiente, Irene Priolo -. Un Piano che è frutto di un percorso durato circa un anno e mezzo, ricco di spunti e approfondimenti con il coinvolgimento, sin dall’inizio, dei firmatari del Patto per il Lavoro e per il Clima, oltre che della Commissione Territorio, Ambiente e Mobilità e di tutta l’Assemblea legislativa”.

La strategia del Piano
Ridurre le emissioni sia di inquinanti primari sia di precursori degli inquinanti secondari; agire simultaneamente sui principali settori emissivi – combustione di biomasse (PM₁₀), agricoltura (NH₃, ammoniaca), trasporti (NOₓ, ossidi di azoto) -; intervenire sia su scala locale che su scala estesa, dal bacino padano al livello nazionale; ancora, prevenire gli episodi di inquinamento acuto al fine di ridurre i picchi locali.

Le misure previste

Una grossa novità riguarda i comuni coinvolti: nel Piano precedente erano 33, fra cui tutti i capoluoghi di provincia, nel nuovo Piano sono 207 (Bologna e agglomerato, Pianura Ovest e Pianura Est). Confermata quindi l’estensione dell’ambito di intervento introdotta con le misure straordinarie del 2021.
Sono state individuate più di 60 azioni (64, per l’esattezza) ripartite fra 8 ambiti d’intervento prioritari, di cui 5 tematici (ambito urbano e zone di pianura, trasporti, energia e biomasse, attività produttive, agricoltura) e 3 trasversali (comunicazione, informazione e formazione, strumenti di gestione della qualità dell’aria e acquisti verdi nelle pubbliche amministrazioni).
Nelle città si lavorerà per ridurre i flussi di traffico, promuovendo la mobilità ciclo-pedonale e sostenibile e l’intermodalità, anche attraverso l’aumento dei percorsi bicibus e pedibus, l’estensione di ZTL e delle aree pedonali, l’istituzione di “zone 30” e la forestazione urbana e periurbana, oltreché con nuovi bandi “Bike to work” per la promozione della mobilità ciclabile e incentivi all’acquisto di biciclette, cargo-bike e motocicli elettrici.
Come scritto più sopra, a partire dal 1^ ottobre 2025, come già previsto nel precedente Piano dell’aria, nei comuni di pianura con popolazione superiore a 30mila abitanti, dell’agglomerato di Bologna e in quelli che aderiscono volontariamente, entreranno in vigore le limitazioni ai diesel euro 5. In tutti gli altri, sono entrate in vigore già dal 1^ ottobre 2023 le limitazioni relative ai veicoli diesel euro 4. Il Pair 2030 prevede, inoltre, la possibilità di utilizzare il servizio Move-in, una misura al contempo ecologica e di equità sociale per chi non può permettersi di cambiare il veicolo soggetto alle limitazioni.
Verrà ulteriormente potenziato il trasporto pubblico sia su gomma che su ferro, rinnovato il parco autobus con priorità ai mezzi a zero emissioni da combustione, confermata l’integrazione tariffaria per gli abbonamenti “Salta su” e “Mi muovo”, ma anche gli incentivi per lo spostamento del trasporto merci su ferro.
Per quanto riguarda l’ambito energetico, il nuovo Piano prevede ancora incentivi per la sostituzione delle vecchie stufe con impianti di ultima generazione e sistemi alternativi ad alta efficienza. Confermato, per tutta la durata della stagione “termica” (da metà ottobre a metà aprile) e nelle zone di pianura, il limite delle temperature fino a un massimo di 19°C in casa, ufficio, luoghi di ricreazione, associazioni, luoghi di culto (sono esclusi ospedali e case di cura). Saranno 17 invece i gradi consentiti nel commercio e nell’industria.
Il Piano regolamenta anche l’installazione e l’utilizzo degli impianti a biomassa per il riscaldamento domestico nelle zone di pianura, prevedendo limitazioni progressive in funzione della classificazione emissiva degli impianti.
Per il mondo produttivo sono previste misure per le aziende soggette ad Aia, ovvero l’Autorizzazione integrata ambientale, regolamentazione dei combustibili solidi secondari (Css) per impianti Aia, applicazione delle migliori tecniche disponibili per la ridurre le emissioni. L’obiettivo è quello della riqualificazione progressiva delle tecniche adottate nelle aziende e di una riduzione delle emissioni, promuovendo anche accordi d’area o territoriali.
Infine, per l’agricoltura e la zootecnia, sono previsti bandi di finanziamento per la copertura delle vasche, l’efficienza degli stoccaggi e le tecniche di spandimento per liquami e fertilizzanti e per l’acquisto di macchine e le attrezzature che consentano migliori performance ambientali. Ma anche, nelle zone Pianura ovest, est e agglomerato, l’obbligo di interramento dei rifiuti zootecnici entro le 12 ore dallo spandimento (dal 1^ ottobre al 31 marzo), oltre a quello di copertura di vasche e lagoni di stoccaggio a partire dal 1^ gennaio del 2030. A partire dal 1^ gennaio 2026, nelle zone Pianura ovest, est e agglomerato, ci sarà l’obbligo di incorporare nel terreno i fertilizzanti a base di urea nel più breve tempo possibile e, comunque, entro le 24 ore successive allo spandimento. Nelle zone Pianura ovest, est e agglomerato si conferma inoltre il divieto di abbruciamento dei residui vegetali dal 1° ottobre al 31 marzo, salvo deroghe per emergenze fitosanitarie e per altre casistiche particolari.
Sono confermate le misure emergenziali per le zone di pianura, fra cui quelle per gli impianti a biomassa e per gli spandimenti dei reflui zootecnici, già introdotte nel 2021: si attivano sulla base di un meccanismo previsionale volto a evitare il più possibile il verificarsi dei superamenti del valore limite giornaliero di PM₁₀.
Una misura che da “emergenziale” nel vecchio Pair passa a “strutturale” nelle zone di pianura è il divieto di qualsiasi tipologia di combustione all’aperto a scopo intrattenimento (es. fuochi d’artificio e falò rituali, eccetto barbecue) dal 1^ ottobre al 31 marzo: sono concessi solo due eventi nel periodo, promossi o autorizzati dall’ente comunale, nell’ambito di festeggiamenti tradizionali.
Il Piano prevede inoltre che i Comuni, nel momento in cui vengano raggiunti, in una delle stazioni di monitoraggio collocate sul proprio territorio, i 25 superamenti del valore limite giornaliero di PM₁₀, intervengano con misure aggiuntive a livello locale sulle principali sorgenti emissive. Allo stesso tempo, la Regione interverrà nella zona in cui si è verificato il superamento con misure di limitazione della velocità nei tratti in prossimità dei centri abitati di autostrade e di strade extraurbane principali.
A queste azioni se ne affiancano altre per la sostenibilità ambientale degli enti pubblici e per la comunicazione, l’educazione e la formazione.

 

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