Cascina San Savino: polo con alloggi e negozi, ok al progetto da 15,5 milioni

10 Febbraio 2024 15:45

A due anni dall’assegnazione dell’incarico è stato approvato dal Comune di Piacenza il progetto da 15,5 milioni per il recupero dell’edificio di epoca medievale di cascina San Savino a Le Mose, nei pressi di Piacenza Expo. Lo spazio complessivo a disposizione – circa 17mila metri quadrati –  accoglierà attività residenziali, direzionali, culturali, museali, espositive, imprenditoriali, commerciali e di ristorazione.

Il progetto redatto da una cordata romano-modenese, formata dalla cooperativa Politecnica-Ingegneria e architettura, Dettori Francesco e Sama scavi archeologici, ha l’obiettivo di farsi da promotore della rigenerazione territoriale e sociale, ma anche come catalizzatore delle potenzialità imprenditoriali già presenti nel territorio.

Le residenze – Secondo i progettisti le aree residenziali verranno organizzate in due modi: foresterie e alloggi occasionali (capienza di 15 persone) per gli utenti impiegati nel comparto logistico e artigianale che necessitano di ospitalità per brevi periodi, residenze non permanenti  (7 posti) agli addetti delle società attive nell’area fieristica per periodi medio-lunghi, a gestione autonoma.

Le altre attività – Le attività commerciali avranno il compito di promuovere il territorio e faranno da supporto al vicino polo fieristico, mentre quelle culturali faranno crescere il potenziale attrattivo del complesso e promuoveranno nuove attività con la presenza di una sala per convegni e conferenze. Previsti inoltre spazi per le attività formative e direzionali del complesso, nonché locali espositivi per mostre permanenti o temporanee, oltre a un ristorante a completa disposizione anche del polo logistico e fieristico, nell’ala nord-ovest a ridosso di Piacenza Expo.

I fondi – La cascina San Savino, di origine medievale, si presenta attualmente in stato di abbandono e forte instabilità strutturale, aumentata negli anni a causa del mancato uso e manutenzione dello spazio. Dopo una fallita candidatura ai fondi del Pnrr, quello dei finanziamenti per l’avvio dell’opera si era rivelato nei mesi scorsi uno scoglio non irrilevante. La concretizzazione del progetto sarebbe stata possibile solo in seguito all’intervento della sindaca Katia Tarasconi, la quale avrebbe sollecitato la Regione in tal senso. 

 

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