Giunta Dosi, sono Romersi e Palladini i primi a “saltare”

09 Gennaio 2014

Rimpasto Giunta Dosi - Sede del PD

Il sindaco Paolo Dosi ha iniziato i confronti individuali con i singoli assessori in vista dell’annunciato rimpasto. A quanto pare è stato confermato al proprio posto Luigi Rabuffi, mentre a Pierangelo Romersi e Giovanna Palladini sarebbe stata comunicata la volontà del primo cittadino di cambiare parte della squadra, senza però che per il momento venisse revocata loro la delega. Formalismi a parte, la loro uscita dalla giunta appare scontata al pari di quella di Francesco Cacciatore, Paola Beltrani e Silvio Bisotti. Il tutto salvo sorprese dell’ultima ora che non sembrano all’orizzonte.

La polemica si infiamma: nella sede del Partito democratico si è tenuta una partecipatissima riunione dell’area Bersani-Cuperlo-Civati in cui sono emerse pesanti critiche all’operato di Dosi (non per il merito, ma anche per il metodo seguito), la parlamentare democratica Paola De Micheli ha usato parole molto dure: “Il sindaco decide di epurare dalla giunta gli assessori colpevoli solo di aver sostenuto qualcuno non di suo gradimento al recente congresso del Pd. Cioè nasconde i problemi, la debolezza di visione della città, e li scarica sulla testa dei piacentini, che attoniti stanno assistendo ad un regolamento di conti, invece che ad un’operazione di rilancio amministrativo. Non abbiamo bisogno di una girandola di poltrone, ma di proposte, idee e soluzioni concrete. E’ quanto mai singolare – aggiunge – che la linea del segretario renziano del Pd di Piacenza sia lontana anni luce da quella di Matteo Renzi. Qui si procede nella direzione opposta del segretario nazionale, che sta lavorando a proposte concrete senza chiedere nuovi incarichi o cambi al governo, cercando, magari con qualche inciampo, di rappresentare tutto il partito. Mai nemmeno nella tanto vituperata “prima repubblica” si sono viste operazioni tanto spregiudicate”.

Tranciante la Lega nord: “Il sindaco Dosi ha fallito su tutta la linea. È venuto il momento che getti la spugna. Insicurezza, criminalità, centro storico deserto, ambulanti sul piede di guerra: la città, con la giunta Dosi, sta vivendo una crisi epocale. Il sindaco, per sua stessa ammissione, non è stato capace di creare e guidare una squadra coesa e di tenere salda la maggioranza. A un anno e mezzo dal suo insediamento, ha perso la fiducia dei suoi consiglieri, del suo partito e dei piacentini. Senza un leader non può nascere la squadra. È quindi venuto il momento di ammettere il fallimento e di azzerare questa esperienza amministrativa”.

Rimpasto, il malumore dilaga. Pd spaccato, maggioranza in bilico – Stavolta pare proprio che i mal di pancia non resteranno sottotraccia, come avvenuto già molte altre volte nel corso di questo anno e mezzo di amministrazione. La decisione del sindaco Paolo Dosi di mettere mano alla propria giunta, spronato neppure troppo velatamente dal segretario provinciale Gianluigi Molinari e dall’anima renziana del Pd piacentino, ha creato un grande fermento.

La componente “cuperliana” (o “bersaniana”, che dir si voglia) del circolo cittadino del partito ha chiesto la convocazione urgente del direttivo, con all’ordine del giorno proprio la situazione a Palazzo Mercanti. “E’ molto grave che un tema così delicato non sia mai stato affrontato dalla nuova direzione provinciale, che peraltro non è mai stata convocata – riferiscono – e che si debba venire a conoscenza di una situazione così importante e delicata dagli organi di informazione. Rispettiamo il diritto del sindaco di muoversi nella massima autonomia, ma almeno ci spieghi i motivi delle sue decisioni, visto che nessuna critica è mai stata mossa agli assessori che oggi sarebbero a rischio. Se vuole sostituire qualcuno per altre logiche va benissimo, ma non si parli però di nuovo modo di fare politica”.

Non manca poi chi fa notare che il ritiro delle deleghe priverebbe l’amministrazione del consigliere più votato, il vicesindaco Francesco Cacciatore, che ottenne ben 1275 preferenze. Lo stesso Pierangelo Romersi, altro assessore in bilico, ne portò a casa più di 300. Entrambi, come i colleghi dati in uscita, Silvio Bisotti e Giovanna Palladini, si dimisero da consiglieri comunali, quindi non potrebbero più fare rientro a Palazzo Mercanti. A loro si aggiunge Paola Beltrani, tutti sono in attesa dei colloqui individuali annunciati dal sindaco prima del rimpasto, nessuno dei diretti interessati parla ma fanno notare come non siano mai stati mossi appunti al proprio operato da parte del primo cittadino.

Una spaccatura interna, l’ennesima, con cui il primo cittadino dovrà fare i conti proprio in consiglio: se la ferita sarà profonda, sull’Aventino potrebbero salire il capogruppo Pd Daniel Negri, Stefano Perrucci, Marco Pascai, Giulia Piroli e Sandra Ponzini, malumori anche nei Moderati Roberto Colla e Lucia Rocchi e nel consigliere del Misto, Guglielmo Zucconi. Se si considera anche la posizione di Carlo Pallavicini (Sinistra per Piacenza) e Samuele Raggi (Italia dei valori) su molti argomenti (acqua pubblica ma non solo), non è difficile capire come la nuova giunta potrebbe giocarsi l’approvazione di ogni provvedimento sul filo del rasoio. Con il rischio di non spuntarla.

Tra i nomi in corsa per entrare nella nuova giunta, a quelli di Stefano Cugini, Giorgio Cisini, Pierangelo Carbone e Giorgia Buscarini, si aggiungono anche quello di Michele Bricchi e Christian Fiazza. Voci insistenti, poi, vorrebbero in squadra anche Luigi Gazzola o comunque un altro esponente Idv, in modo da recuperare in aula il voto di Raggi. Il rebus sarà risolto entro lunedì.

M5S – DOSI E IL RIMPASTO

AREA CUPERLO SU RIMPASTO

AREA CIVATI SU RIMPASTO

COMUNICATO PAOLA DE MICHELI

 

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