Cella (Confindustria): “Raccorderia e meccanica si salvano grazie all’export”

16 Gennaio 2013

Giuseppe Cella

Le imprese piacentine di medio-grandi dimensioni sopravvivono solo ed esclusivamente grazie alla domanda estera, quelle piccole arrancano e, in molti casi, chiudono i battenti. Tutta colpa dei consumi interni, che si sono azzerati. La conferma arriva da Giuseppe Cella, vicedirettore di Confindustria Piacenza: “La nostra provincia non è più un’isola felice, anche se la situazione è meno drammatica rispetto ad altre realtà: nel 2012 sono state chieste 6 milioni di ore di cassa integrazione in linea con i dati dell’anno precedente. Il vero problema è rappresentato dai consumi interni nazionali che si sono praticamente azzerati. Tra i settori che si difendono – prosegue Cella – c’è sicuramente quello metalmeccanico, con una serie di aziende che lavora nel comparto della raccorderia ed energia e che è sostenuto dalle esportazioni negli Stati Uniti, Brasile e soprattutto Cina, dove la richiesta riguarda il mercato energetico e nucleare. Anche il settore alimentare, seppur di nicchia, rimane a galla con risultati piuttosto soddisfacenti. A risentire di più della crisi sono invece i settori del tessile e dell’abbigliamento”. Un capitolo a parte lo merita il settore dell’edilizia: “In questi anni ha subito un tracollo del 50% e ancora oggi non vede all’orizzonte spiragli di ripresa. Il crollo è stato drammatico e al momento – aggiunge Cella – non esistono misure immediate per risolvere o anche solo migliorare la situazione. Oggi è praticamente impossibile fare previsioni per il futuro. Siamo in una condizione di attesa e di resistenza, le aziende devono cercare di mantenere le proprie posizioni. L’unico auspicio è che vengano ridotte le imposte per far ripartire i consumi e dare sollievo alle nostre imprese”.

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