Gelate: Regione accoglie richieste Coldiretti su deroghe e semplificazione

27 Marzo 2020

“La Regione, accogliendo le nostre istanze, chiederà al Governo la deroga alla legge 102/2004 sulle calamità e la semplificazione della segnalazione on line dei danni subiti”. Lo fa sapere Coldiretti Piacenza commentando la comunicazione da parte della Regione che ha affermato di aver già fatto partire la raccolta delle segnalazioni (da parte di imprenditori agricoli e in via semplificata anche tramite e associazioni) dell’effettiva entità delle perdite registrate in campagna. “All’indomani della prima gelata Coldiretti –spiega il presidente provinciale Marco Crotti – aveva richiesto l’applicazione in deroga del Decreto Legislativo n. 102/2004 in riferimento alle gelate perché l’assicurabilità risultava in parte vanificata dalle limitazioni progressive e sempre più restrittive agli spostamenti da parte degli agricoltori a seguito dell’epidemia di covid-19 che hanno impedito agli stessi di recarsi negli uffici, anch’essi con forti limitazioni all’accoglimento delle persone, per stipulare le polizze agevolate per l’annata agraria 2020”.

In Emilia Romagna la scure del gelo e della neve si è abbattuta a partire da martedì su piante di pesche, albicocche, susine, pere, mele e kiwi in piena fioritura o con già le gemme o i frutticini pronti a crescere. Nel Piacentino, in particolare nell’area della Bassa e quindi nei comuni di Villanova, San Pietro in Cerro, Monticelli, Castelvetro e Cortemaggiore  a maggior vocazione frutticola, a fare le spese di queste gelate è stata soprattutto la frutta estiva, come albicocchi, peschi, ciliegi. Difficile una stima in questa prima fase, affermano i produttori di Campagna Amica, ma sono evidenti le bruciature e il danno sulla produzione ci sarà. Un evento che compromette irrimediabilmente le coltivazioni nei campi della regione con costi elevatissimi per la perdite delle produzioni. Il tutto mentre gli agricoltori sono impegnati in prima linea a garantire le forniture alle dispense delle famiglie italiane costrette a casa dall’emergenza coronavirus.

“Appare chiaro” ha proseguito Crotti “che anche le verifiche da parte dei tecnici procederanno a rilento sempre a causa dell’epidemia di covid-19. Ci troviamo di fronte a una situazione mai affrontata prima dove anche le normali e usuali pratiche burocratiche hanno incontrato molto ostacoli a causa del coronavirus”.

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