Bonaccini: “Dpcm penalizza chi vive nei piccoli comuni. Non c’è stato confronto”

05 Dicembre 2020

“La premessa è che non ci possiamo permettere una terza ondata e gli spostamenti vanno limitati ma il paradosso è che si potrà muovere per decine e decine di chilometri all’interno delle grandi metropoli, ma non percorrere poche centinaia di metri tra piccoli comuni. È questo il tipo di osservazioni che avremmo voluto presentare al governo, perché nessuno meglio di noi conosce il territorio”: lo ha dichiarato il presidente della Regione Emilia Romagna e della Conferenza Stato-Regioni, Stefano Bonaccini in un’intervista rilasciata al Corriere.it e dedicata al nuovo dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte che, tra le altre, vieta spostamenti tra i comuni nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno.

Bonaccini fa riferimento in particolare al tema sociale che riguarda anziani, persone fragili e sole. “Anche la solitudine può uccidere – dice – o rendere non degna la vita di chi non ha altro che l’affetto di un figlio”. Nell’intervista il presidente dell’Emilia Romagna fa sapere che i presidenti di Regione hanno appreso il contenuto del nuovo dpcm nella tarda serata di mercoledì mentre la bozza è arrivata nella notte lasciando poche ore per definire osservazioni e proposte e il decreto non ammette integrazioni o aggiustamenti.

“In un momento come questo, prima di ogni cosa, servono confronto, collaborazione e unità – prosegue Bonaccini – Nel 97% dei casi, in questi mesi, di centinaia di ordinanze di tutte le regioni sono state giudicate, dal governo, conformi alle decine di Dpcm. In ogni caso al ministro Boccia va riconosciuta la grande disponibilità sempre dimostrata al confronto”.

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