Camille Bertault incanta allo Spazio Rotative per il Piacenza Jazz Fest

18 Settembre 2021

 

Bella, danzante, luminosa e contagiosa sacerdotessa di una musica che fa del jazz un passepartout per scardinare i confini tra chanson francaise e calore latino, lacerti di café chantant e pulsazioni funk, hip-hop, tonalità blues e una pioggia di seducenti e frizzanti intuizioni e sfumature in bilico tra spiritualità e ironia, profondità e scanzonata “joie de vivre”, la trentacinquenne cantante, cantautrice e compositrice francese Camille Bertault, nuovo astro della scena internazionale, ha stregato il pubblico dello Spazio Rotative di Libertà, segando un’inaugurazione d’autore moderna e attuale per il diciottesimo Piacenza Jazz Fest.
Nel primo set delle ore 19 (il concerto “replica” alle 21.30 per consentire un maggiore afflusso di pubblico nel rispetto del distanziamento e del contingentamento della capienza delle sale al chiuso) Bertault e i suoi, una divertita, favolosa e stuporosa macchina ritmica e armonica multietnica completata dal contrabbasso di Christophe Monck, il pianoforte del libanese Fady Farah e l’argentino Minino Garay alla batteria e ad una miriade di piccole e grandi percussioni, hanno snocciolato una decina di brani, perlopiù dal suo ultimo album “Le tigre”; parecchi gli autografi sul CD a fine concerto.
Una premessa molto più che confortante rispetto a tutto quello che ascolteremo da qui al 24 ottobre, a cavallo di altri undici “main concert” afferenti al cartellone principale e almeno altrettanti eventi concertistici, letterari, conviviali, divulgativi e formativi racchiusi invece ne “L’altro Festival”; un intenso programma che si apre domani, domenica 19 settembre alle 16.30 al Milestone con i concerti del pianista lodigiano Piero Bassini e del quartetto del clarinettista milanese Alfredo Ferrario, oltre alla proiezione di un docufilm, dedicati alla memoria del mitico Capolinea di Milano, locale simbolo della storia del jazz in Italia.

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