A “Nel Mirino” la filiera agroalimentare: dal cibo piacentino le risposte alla crisi

28 Ottobre 2022

La concorrenza dei cibi sintetici, la combinazione fra siccità e costi alle stelle per i produttori, le nuove abitudini dei consumatori, ma anche le critiche alla Comunità Europea e alle sue scelte sono stati i motivi conduttori della trasmissione di Telelibertà “Nel mirino”, moderata da Nicoletta Bracchi, direttore di Telelibertà e liberta.it., che si è concentrata sul settore agroalimentare del nostro territorio.

Fra gli ospiti intervenuti c’era la dietologa Mara Negrati, che ha sottolineato l’importanza della dieta mediterranea, fondamentale per un corretto stile di vita utile “a combattere le neoplasie, il Parkinson e l’Alzheimer, nonché le malattie cardiovascolari, e che aiuta le donne che hanno avuto il tumore al seno a non incorrere in una recidiva». Negrati ha lodato anche le proprietà dei prodotti di cui Piacenza è ricca. «Il licopene presente nel pomodoro è un antiossidante fondamentale» dice, prima di lanciare un avvertimento legato all’intolleranza, troppe volte solo presunta, al lattosio. «Deve essere verificata con un test – precisa – se si rinuncia al latte si perdono importanti quantità di calcio e di proteine. Così come sia il pane sia la pasta sono fondamentali per una dieta mediterranea equilibrata, eliminandoli si aumenta giocoforza la quantità di proteine e grassi”.

Filippo Arata, presidente di Ainpo, l’organizzazione dei produttori dell’oro rosso, spiega come alla concorrenza, compresa quella degli alimenti sintetici, “il territorio piacentino risponde con i suoi prodotti, fatti in modo semplice, non elaborati, della nostra terra e accessibili a livello economico”. Arata appare più preoccupato di altro: “A rischio è la continuità delle produzioni locali a causa del cambiamento climatico, il pomodoro ad esempio ha bisogno di molta acqua per essere buono”.
Sulle difficoltà del settore lattiero caseario è invece intervenuto Roberto Arata, direttore di Agri Piacenza Latte, che ha però lanciato un messaggio di speranza: “Finalmente si sta registrando una ripresa dopo un 2020 e un 2021 segnati dal calo dei consumi”.

È stato Roberto Gallizioli, direttore di Coldiretti Piacenza, a inquadrare il momento congiunturale “fra i più delicati del dopoguerra”, come evidenzia anche Stefano Repetti, di Confagricoltura, che spiega come «a causa della siccità si sia rinunciato a seminare i legumi abituali, sostituiti da colture meno nobili, come sorgo e girasole».
Il cibo sintetico è una preoccupazione per molti, anche perché avallato dalla Comunità Europea. «È miope e poco attenta ai cittadini, in silenzio propina modelli e stili di vita alternativi che sradicano gli abitanti dai loro territori» afferma ancora Gallizioli. “Trovo grande ottusità nella Ue – aggiunge Repetti – che vieta le biotecnologie e le forme di ricerca in campagna, per spingere poi la carne sintetica o la farina di insetti”. Come si fa allora a essere sicuri che la farina sia Made in Italy? “Con un’etichettatura chiara e trasparente” risponde Gallizioli.

Quest’ultimo ha inoltre ricordato come da questo fine settimana al Mercato Coperto di via Farnesiana prenda il via la raccolta firme della petizione mondiale contro il cibo sintetico, cui sarà possibile aderire anche questa domenica nell’ambito della manifestazione “A tavola in Valluretta”, che si svolgerà ad Agazzano.

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