«Da trent'anni chiediamo la separazione carriere di giudici e pm»

Le camere penali dell'Emilia-Romagna sono scese in campo per sostenere il sì al referendum costituzionale. Previste iniziative anche a Piacenza

Redazione Online
|6 giorni fa
La conferenza stampa delle camere penali a Bologna
La conferenza stampa delle camere penali a Bologna
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Le Camere Penali dell'Emilia-Romagna scendono in campo per il Sì al referendum sulla giustizia. La campagna è stata lanciata oggi a Bologna, alla Fondazione Forense Bolognese, con la presenza dei presidenti delle Camere Penali del distretto della Corte d'Appello di Bologna, da Piacenza a Rimini.
«Avevamo già iniziato prima di Natale con i banchetti distribuendo il nostro Decalogo del Sì», ha dichiarato il professor Nicola Mazzacuva, presidente della Camera Penale di Bologna.
Per i penalisti la riforma ha un valore storico e identitario. «Per noi la separazione delle carriere è una battaglia identitaria e storica, risale ad oltre 30 anni fa», ha spiegato Mazzacuva, richiamando l’impianto accusatorio del codice Vassalli e la riforma dell’articolo 111 della Costituzione.
«La norma pone il giudice in posizione di terzietà e imparzialità. E quindi necessariamente riteniamo che debba distinguersi il giudice per la sua terzietà e imparzialità rispetto alle parti».
Secondo Mazzacuva, oggi esiste una «vicinanza» tra accusa e giudice, soprattutto nella fase delle indagini preliminari. «Se prendiamo le statistiche, il 94% delle richieste di intercettazione telefonica viene accolta dal gip, quasi il 100% delle richieste di proroga delle indagini. È un momento molto delicato quello iniziale, che può essere meglio valutato da un giudice terzo e imparziale, già in quella fase, secondo lo schema della separazione delle carriere».
Il presidente della Camera Penale di Bologna ha poi respinto le critiche secondo cui la riforma indebolirebbe il pubblico ministero: «Con la separazione delle carriere ci adeguiamo a tutte le altre democrazie dell’Europa: Francia, Spagna, Germania, Portogallo. L’unicità della carriera rimane soltanto in Bulgaria e Turchia. Preferisco che il mio Paese si adegui agli altri ordinamenti europei, senza nessuna preoccupazione rispetto allo svolgimento dei procedimenti penali, anzi maggiormente garantiti».
A sostegno della riforma è intervenuto, tra gli altri, anche il professor Enrico Amati, presidente di Giunta delle Camere Penali. «Quella della separazione delle carriere è una riforma necessaria e liberale garantista – spiega – ed è necessaria perché attua pienamente il principio del codice accusatorio del giusto processo, nonché realizza finalmente quello che è il principio codificato nella Costituzione all’articolo 111».
Amati ha risposto anche alle obiezioni del Comitato per il No, sottolineando come la riforma «non ribalti affatto l’impianto costituzionale. La Corte Costituzionale si era espressa già due volte, nel senso della fattibilità della separazione a livello ordinamentale. È una riforma perfettamente conforme ai principi costituzionali».
Le Camere Penali dell’Emilia-Romagna annunciano una serie di iniziative pubbliche per sostenere il Sì e promuovere un confronto sul tema della giustizia in vista del referendum.
Previste iniziative anche a Piacenza. La Camera Penale locale, presieduta dall’avvocato Stefano Moruzzi, allestirà un banchetto informativo il 4 febbraio in via XX Settembre, all’angolo con via San Francesco.