Siringhe abbandonate alle Fornaci. Il sindaco: «Non staremo a guardare»

Il ritrovamento nel cuore di Ponte dell'Olio, due anni fa al centro dell’ordinanza “coprifuoco”. E adesso Chiesa non esclude il bis

Paola Brianti
Paola Brianti
|3 ore fa
Siringhe abbandonate alle Fornaci. Il sindaco: «Non staremo a guardare»
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È tardo pomeriggio a Pontedellolio. Due ragazzi tornano a casa e mentre attraversano le Fornaci, vedono qualcosa a terra: è una siringa. Che ancor più stride tra i coriandoli del Carnevale, roba da periferie degradate, ma qui siamo nel cuore del paese. È subito allarme, lo dicono ai genitori, che a loro volta non tardano a chiamare il sindaco. «Sono uscito e ho provato a cercare anch’io - dice Alessandro Chiesa - ma ormai era buio, così ho passato la segnalazione agli operai, che al mattino ne hanno trovata non una, ma due. Usate, vere siringhe monouso, una con l’ago ancora attaccato». Gran brutto ritrovamento.
Perché è segno che qualcuno ad oggi ignoto “si buca” e lo fa proprio nel posto in cui il sindaco più ha buttato soldi ed energie in un’operazione sicurezza senza precedenti: videosorveglianza, illuminazione, 30mila euro l’anno per finanziare il centro di aggregazione giovanile per insegnare, aveva dichiarato, «a 99 pecore bianche a riconoscere la pecora nera». Era proprio per tutelare i ragazzi di Pontedellolio che, a febbraio del 2022, di suo pugno aveva firmato l’ordinanza battezzata da Libertà “coprifuoco”, la prima in tutta la provincia: divieto d’accesso di notte per tre zone calde, Fornaci, Fontanazzo, parco comunale e divieto di bivacco durante il giorno. E adesso, non viene da alzare le mani e arrendersi? «Affatto - continua Chiesa - e certo non staremo a guardare. Intanto una cosa pratica che possiamo fare entro breve è allargare l’area coperta dalle telecamere, che ad oggi inquadrano le vie di passaggio e non gli spazi verdi limitrofi dove spesso si ammassano persone. Poi aumenteremo i passaggi di forze dell’ordine e polizia locale, su questo ci siamo già accordati, segnalando anche il Fontanazzo», che è un altro punto critico, seminascosto, più volte in passato preso di mira da atti vandalici.
Un ritorno all’ordinanza “coprifuoco” (definizione che al sindaco non è mai piaciuta)? «È presto per dirlo, - prosegue Chiesa - ma sono certo che quel tipo di intervento ha fatto il suo dovere, ossia evitare che alcuni comportamenti scappassero di mano. E anche se questo è un fatto del tutto isolato, ci serve da campanello d’allarme: la battaglia non è finita».