Fra “lei” e “lui” una differenza del 16%. Vaghini: «E' un problema di tenuta sociale»
Il dato piacentino in linea con quello nazionale
Filippo Lezoli
|3 ore fa

La parità di genere non è solo questione di parità di genere. «Il suo raggiungimento ha a che fare con la tenuta sociale del Paese» dice Michele Vaghini, segretario della Cisl Parma-Piacenza. Il sindacato ha tenuto alla Volta del Vescovo una mattina di affondo sul mercato del lavoro nelle due province emiliane, con il focus sul gender gap. Vaghini corrobora le sue stesse parole con dato. «Se tutte le donne che hanno risolto il loro contratto a tempo indeterminato, perché obbligate ad affidarsi a un part-time, potessero ritornare sui loro passi, e ancora se potessero trovare lavoro quelle che non riescono ad esempio per problemi di accudimento di figli e anziani, si stima che il Pil del nostro Paese ne beneficerebbe del 9%. Stiamo parlando di una cifra attorno ai 200 miliardi di euro».
Questo il quadro da cui ha preso le mosse «Contrattare la parità di genere: oltre la riconciliazione verso una reale equità», l’appuntamento in cui i dati del mercato del lavoro nelle province di Piacenza e Parma sono stati raffrontati con il contesto nazionale. A farlo è Liliana Tessaroli, dirigente del servizio territoriale ovest di Parma e Piacenza, che spiega come la nostra provincia «in termini di gender gap, quindi con riguardo al tasso di occupazione, è in linea con quello nazionale e leggermente peggiore rispetto a quello dell’Emilia-Romagna. Quest’anno è invece parecchio differente, ma ribadisco solo quest’anno, rispetto al dato della vicina Parma».


