Giovani e disagio psichico, sempre più richieste di aiuto: 1.300 colloqui in un anno
Prevalgono ansia, depressione, attacchi di panico e autolesionismo. L’équipe dell’associazione La Ricerca è attiva con sportelli d’ascolto in città e provincia
Thomas Trenchi
|3 ore fa

L’equiper del centro di ascolto Arca della Fondazione “La Ricerca”- © Libertà/Thomas Trenchi
Il trend è marcato in tutta Italia: aumentano i disturbi psichici tra i giovani e anche la scuola è tra le cause. Piacenza non fa eccezione. A monitorare il fenomeno è l’équipe dell’associazione La Ricerca, attiva con sportelli d’ascolto in città e provincia: dal comprensivo Gandhi ai licei Colombini e Cassinari, fino agli istituti Tramello, Romagnosi, Casali e Isii Marconi.
Secondo Eurispes, tra gli adolescenti prevalgono ansia, depressione, attacchi di panico e autolesionismo: il 72,7% dei 18-24enni ha sperimentato sbalzi d’umore, il 71% sintomi depressivi e il 51,2% crisi di panico. Tra le cause: ipercontrollo sociale, solitudine online, pressione dei social e scuola.
Le operatrici Ingrid Salinas, Chiara Remondini, Elisabetta Balordi e Anna Filippa raccontano un aumento delle richieste d’aiuto: segno di una maggiore cultura dell’ascolto e del superamento dello stigma. Gli studenti si rivolgono spontaneamente o su consiglio di adulti, affrontando temi che vanno dallo studio alle relazioni, fino alla costruzione dell’identità.
Nelle scuole piacentine si svolgono oltre tre colloqui al giorno: quasi 1.300 incontri annui, da cui derivano oltre 470 consulenze nella sede dell’associazione. La psicoterapeuta Lucia Catino evidenzia problemi ricorrenti come ansia, solitudine, depressione, ritiro sociale e uso di sostanze, spesso legati a contesti familiari complessi. Nonostante la connessione costante, molti giovani vivono una profonda solitudine.
Oggi su "Libertà" due pagine con approfondimenti e testimonianze
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