Patto per la salute: più cura e meno burocrazia
Medicina territoriale, intesa in Regione: assistenza fino a 12 ore al giorno nelle Case della comunità, più tutele e lavoro in équipe
Riccardo Foti
|19 ore fa

Da sinistra, Michele de Pascale e Massimo Fabi
Più organizzata, accessibile e integrata: è quello che ambisce a diventare la medicina di famiglia in Emilia-Romagna grazie al nuovo accordo integrativo regionale per la Medicina generale, siglato tra Regione Emilia-Romagna, Fimmg, Cisl e Fmt, presentato ieri mattina in conferenza stampa in Regione dal presidente Michele de Pascale e dall’assessore alle politiche della salute Massimo Fabi.
Tra le novità introdotte, che riguardano anche il nostro territorio, l’istituzione delle aggregazioni funzionali territoriali e le Unità complesse di cure primarie con sedi privilegiate nelle Case della comunità, dove sarà garantita l’assistenza ambulatoriale continuativa fino a 12 ore al giorno, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20, formazione continua e meno burocrazia.
«Vengono ridisegnate - osservano presidente e assessore - le fondamenta organizzative strutturali e operative del medico di assistenza primaria, che riveste un ruolo prezioso e insostituibile nel nostro servizio sanitario; viene promossa la condivisione di spazi, competenze e professionisti e rafforzata la condivisione di standard a livello regionale, per dare omogeneità a tutto il territorio regionale. Un accordo che non esitiamo a definire storico e che, ne siamo certi, migliorerà la tutela della salute dei cittadini e delle cittadine e la gestione del lavoro da parte dei medici. Un ringraziamento sincero va a tutte le organizzazioni sindacali coinvolte, con cui abbiamo svolto un lavoro complesso, lungo, anche impervio, ma sempre condotto con lo stesso obiettivo».
M cosa cambia in concreto? Dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20, i pazienti potranno contare su un medico del gruppo di appartenenza del proprio medico di famiglia. Questo grazie alle Aggregazioni funzionali territoriali (Aft), gruppi organizzati che coprono un bacino di migliaia di assistiti e garantiscono continuità assistenziale. Ambulatori dedicati e il rafforzamento del collegamento con il numero 116117 - quello della guardia medica - ridurranno il ricorso improprio al pronto soccorso per le urgenze minori.
Si punta a una miglior presa in carico delle cronicità: per diabete, ipertensione, scompenso cardiaco e altre patologie croniche si introducono piani di cura personalizzati, équipe multiprofessionali e un maggiore uso del Fascicolo sanitario elettronico, delle ricette dematerializzate e del “patient summary”. L’obiettivo è quello di rendere la medicina più vicina: negli studi di gruppo o nelle Case della comunità si potranno eseguire ecografie, elettrocardiogrammi e altri accertamenti di base, limitando gli spostamenti in ospedale.

