Scomparso don Formaleoni, una vita per San Sisto e i suoi tesori
Per oltre 30 anni alla guida della parrocchia, accompagnò le trasformazioni del quartiere valorizzando il patrimonio artistico e spirituale della chiesa
Redazione Online
|3 ore fa

Don Giuseppe Formaleoni
È stato per decenni una presenza discreta ma fondamentale per la comunità di San Sisto. Don Giuseppe Formaleoni, scomparso a 96 anni, ha legato la sua lunga vita alla parrocchia piacentina, erede del grande monastero benedettino, contribuendo con dedizione al rilancio della sua imponente struttura anche grazie alla collaborazione con realtà cittadine e figure impegnate per il territorio.
A San Sisto aveva mosso i primi passi negli anni ’50 come vicario, per poi tornarvi nel 1978 come parroco, incarico mantenuto fino al 2010. In oltre trent’anni di guida pastorale si è distinto per uno stile umano e discreto: non parlava mai male di nessuno e sapeva incoraggiare chiunque incontrasse. Chi passava a salutarlo in canonica non usciva mai a mani vuote, tra un sorriso e piccoli doni.
«San Sisto è stata grande parte della mia vita - raccontò in un’intervista a "Libertà" in occasione dei suoi 92 anni -. Quando sono tornato come parroco ho trovato un quartiere cambiato, allargato, con nuovi insediamenti. Ho vissuto tutte le trasformazioni: il quartiere da popolare è diventato borghese, poi ha accolto gli immigrati».

Per anni è stato parroco e custode di uno scrigno di tesori: dalle volte affrescate al coro ligneo, dalle tele preziose alle antiche librerie. E poi la cripta, riaperta proprio da don Giuseppe dopo 37 anni di abbandono. Su tutto, la “gloria dell’assente”: la Madonna Sistina di Raffaello, oggi a Dresda. «Ci abbiamo provato a riportarla a Piacenza - disse -. A Dresda ci hanno accolto con tutti gli onori, ma di restituirla non se ne parla».
Nato nel 1930 a Castelnuovo Fogliani, in una famiglia contadina numerosa, entrò in seminario giovanissimo e fu ordinato sacerdote nel 1954. Dopo diverse esperienze pastorali tra Alseno, Pecorara e Castel San Giovanni, tornò definitivamente a San Sisto. Fu anche direttore del Centro missionario diocesano e nel 1974 visitò le missioni piacentine in Brasile.
Nel 2010 lasciò la parrocchia per diventare rettore della Casa del clero Cerati, continuando a servire la Chiesa con la stessa semplicità e dedizione che hanno segnato tutta la sua vita.

