Soccorso, quei 126 “non gravi” morti. «Criticità nel sistema 118»

I dati riguardano il triennio 2022-2024. La denuncia arriva dai consiglieri regionali Tagliaferri (Fratelli d’Italia) e Vignali (Forza Italia)

Federico Frighi
Federico Frighi
|5 mesi fa
Soccorso, quei 126 “non gravi” morti. «Criticità nel sistema 118»
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In tre anni, 126 morti nella provincia di Piacenza per codici di emergenza diramati dal 118 non corrispondenti all’effettiva gravità. A denunciarlo sono i consiglieri regionali Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia) e Pietro Vignali (Forza Italia) dopo aver ricevuto il report della Direzione generale Cura della persona, salute e welfare della Regione Emilia-Romagna. Il report - richiesto da Vignali - riporta per provincia il numero dei casi valutati dal 118 in codici bianchi, verdi e gialli (ovvero codici che non indicano un pericolo di vita) aventi invece come esito un evento mortale prima dell’ingresso in pronto soccorso.
«Nel 2024 in Emilia-Romagna abbiamo avuto 572 casi di chiamate al 118 classificate a basso rischio con esito morte durante il soccorso - osserva Vignali -. A Piacenza sono 51. È necessario uno sforzo maggiore da parte della Regione per migliorare l’organizzazione dei soccorsi sanitari di emergenza soprattutto perché gli operatori sanitari non sono messi in grado di affrontare le difficoltà in cui vengono a trovarsi durante la loro attività».
Il presidente del Gruppo Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Pietro Vignali, aveva presentato un’interrogazione alla Giunta regionale: «Ho chiesto se sta attenzionando il problema e se sta approntando soluzioni operative per limitare questi episodi. Il numero degli esiti mortali sottostimati è infatti molto alto anche se dal 2022 c’è stato un miglioramento a livello regionale con 40 casi in meno. A Piacenza invece il dato è peggiorato con 51 decessi nel 2024 contro i 44 del 2023 e i 31 del 2022».