Inchiesta Saipem, Bernini: “Certo di aver operato nella correttezza”

9 febbraio 2013

AGGIORNAMENTO DELLE 12.29 – “Sono certo di avere sempre operato con correttezza, trasparenza e nel rispetto della legge e dei valori aziendali. Confido – prosegue la nota a firma dell’ex direttore finanziario di Eni Alessandro Bernini  –  nell’operato della magistratura alla quale ho già confermato la mia piena collaborazione”. Alessandro Bernini non scende nel dettaglio delle indagini che stanno riguardando anche il suo operato durante il periodo in cui ha operato in Saipem. “Il segreto istruttorio – scrive – impone la massima riservatezza su quanto riportato dai giornali in questi giorni. Ciò che posso senz’altro confermare con decisione, e che costituisce altresì il fondamento della mia decisione di fare un passo indietro dall’Eni per consentire alla società di poter cooperare al masso livello con gli organi inquirenti, è la certezza di aver operato nel rispetto della legge”.

NOTIZIA DELLE 7.40 DEL 9 FEBBRAIO – Caso Saipem, tra gli indagati anche il manager piacentino Bernini- C’è anche il manager piacentino Alessandro Bernini tra gli indagati nell’inchiesta sulla presunta corruzione internazionale in Algeria che ha coinvolto la Saipem. Otto gli indagati tra loro anche l’amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni.  Bernini, nato a Borgonovo nel 1960, era entrato nel gruppo Eni nel 1996 e dal 2008 ricopriva il prestigioso incarico di chief financial officer del gruppo, dopo aver operato per 12 anni in Saipem. Dall’incarico di direttore finanziario di Eni si era dimesso nel dicembre 2012.  Al centro dell’inchiesta della procura di Milano c’è una commessa di 11 miliardi di dollari, che sarebbe stata ottenuta grazie ad una mazzetta di 197 milioni di euro versata ad alcuni politici algerini.

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