Piacenza

Oleodotto: a due anni dal furto di gasolio, bonifica ancora in corso

9 agosto 2016

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All’inizio si ipotizzavano due mesi di lavoro, in realtà a distanza di due anni non sono ancora terminate le operazioni di bonifica per sistemare il terreno contaminato dal gasolio uscito dall’oleodotto che si trova sotto il ponte Paladini tra Piacenza e Gossolengo. A rendere necessario l’intervento era stata l’incursione nell’impianto da parte di una banda di ladri che aveva provocato una fuoriuscita di carburante e quindi un serio danno ambientale.
I malviventi erano riusciti a trafugare duemila litri, ma erano stati costretti ad abbandonare il furgone con la refurtiva: si era rotto il sistema che avevano studiato per rubare il gasolio, che quindi aveva iniziato a disperdersi nell’ambiente.
Da subito la società ENI in qualità di soggetto non responsabile della potenziale contaminazione aveva eseguito nei mesi di marzo ed aprile 2014 la messa in sicurezza d’emergenza e -alla presenza di Arpae- le indagini ambientali preliminari. Dopo mesi di analisi e piani, erano stati individuati due punti con una concentrazione superiore al massimo ammissibile. Nei mesi di giugno e luglio 2016 si sono svolte le operazioni di bonifica che hanno comportato, in un punto, la rimozione completa del terreno su un’area di circa 500 metri quadrati e per una profondità pari a 6,5 metri, mentre per l’altro punto, così come previsto dal progetto, la rimozione ha riguardato un’area più ristretta (circa 100 metri quadrati) e per una profondità pari a due metri.

Una volta sistemato il terreno, bisogna pensare alle falde: a giugno 2016 è stato approvato il piano di bonifica riguardante la matrice acqua.
Infine, sono in corso le operazioni di campionamento e le analisi sia del terreno sia delle acque di falda per conoscere il livello dell’eventuale contaminazione residua.

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